|
Quanta emozione
riescono a trasferire due occhi?
Quanto potere in
quei due buchi luccicanti?
Quanta forza dietro
ad uno sguardo?
Io sono un amante
della fotografia e da sempre sono andato in cerca di
straordinarietà da imprigionare in un fotogramma.
Eppure, le cose più belle che ho collezionato sono
la cattura dei piccoli particolari: le famose MACRO
di peculiarità che spesso ci sfuggono.
Sembra insensata la
mia riflessione, ma… senza andare troppo lontano,
provate a fare un giro in un parco e concentrate i
vostri occhi su un fiore da campo… più
approfondirete il dettaglio e tanto più scoprirete
specialità entusiasmanti che lo riguardano.
Non l’olfatto per
sentirne il profumo. Non il tatto per toccarne il
velluto. Nessun senso, tranne che la vista con cui
soffermarsi a rapire sfumature, che più si guardano
da vicino e tanto più sanno sorprendere.
Gli occhi sono
davvero l'espressione dell’anima.
Se ci fermassimo di
più su alcuni insignificanti sguardi troveremmo
delle profondità in cui è possibile tuffarci dentro,
cascare giù, ed arrivare fino alle porte del cuore.
Occhi che sanno
raccontarsi… pur restando fermi, immobili, nel
silenzio a fissarti.
Io ne ho visti
davvero tanti di occhi… alcuni dei quali spettacoli
al punto da imbarazzare, tanto fossero belli: occhi
cerulei come due gocce di mare; occhi verdi come un
prato speranzoso in cui correre incontro al vento;
castani come fossero tinte di un quadro bellissimo,
neri come due buchi… SPENTI, come due solitudini
incredibili, rimaste a fissarti per il disagio di
non saper PARLARE!
Se mi fermassi a
considerare solo gli occhi belli saremmo ad un punto
fermo, quanto inequivocabile: la bellezza riunita
non si discute… si ammira e basta! Ma io voglio
parlarvi di quegli altri occhi. Quelli brutti,
spietati, scuriti dagli sconforti, le amarezze ed i
soprusi.
Siamo continuamente
in festivo e commemorativo, in questa Italia che si
inventa giornate di rievocazione per ogni evento, e
se notate attentamente vedrete quanto è abusata
l’immagine degli occhi spersi, impoveriti di ogni
colore e lucentezza per la fame, la sete e la
violenza.
Ci prospettano volti
di bambini a cui è stato chiesto di guardare un
obiettivo… ma qual è il vero obiettivo di quella
foto? Davanti al pietismo siamo tutti toccati
nell’anima; quello che non accetto è se di quel
disagio ne facciamo un mezzo di comunicazione e
raccolta fondi (ma questo è un altro argomento).
Restiamo concentrati
sugli occhi spenti, però. Quelli che non vorrebbero
farsi MAI vedere… e nulla vorrebbero cercare di
guardare. Quegli occhi che sono pozzanghere di
lacrime, che si disperano per colpa degli amori
traditi, dei sentimenti messi in disuso, delle
storie arrugginite e… delle sofferenze
inconsolabili, come quelle che scatenano le morti
improvvise. Proviamo a guardare il mondo con gli
occhi di chi si dispera il presente, che non ha
nulla da offrire. Di chi è costretto a nascondersi
quella pena per evitare altre violenze... altri
soprusi… altre crudeltà: ALTRI DOLORI!
Sto parlando degli
occhi che vediamo poco in giro o che preferiamo
sfuggire, per il rischio che possano immalinconire
anche noi. Occhi da corsia di ospedale… occhi da
missionari.. occhi da bambini che imbracciano le
armi.. occhi di disperati che muoiono per il freddo…
occhi di poveri Cristi senza più neanche una croce
alla quale aggrapparsi.
Occhi… che non
vedono più.
E fra tutti, l’amore
è l’indiziato “numero uno” a determinare continui
cambi di vista ed espressioni ai nostri occhi.
Alla felicità del
momento si rispecchia nei nostri bulbi oculari
sempre una fierezza unica che, inevitabilmente,
diventa spenta inespressività, se ci si ritroviamo
deragliati in un altro sconforto dell’anima.
E’ proprio vero che
dagli occhi si può capire tutto in un uomo. Ci sono
degli sguardi che parlano più di mille parole ma,
troppe volte, non siamo bravi ad ascoltarli o… non
vogliamo concentrarci a guardarli più da vicino, in
modo attento… proprio come quel fiore di campo che
cela straordinarietà impressionanti… se solo ci
accanissimo a guardare oltre quello che può
dimostrare da lontano.
A tutti gli sguardi
incompresi, soprattutto quelli d’AMORE, il mio
augurio personale affinché dall’altra parte dei loro
orizzonti non ci si sfugga più, provando il gusto di
perdersi fra quelle profondità piene di indizi e
silenziose parole da… “guardare”.
Occhi che parlano… restando a guardarsi il nulla, il buio, il
silenzio
Occhi che… volano lontano pur rimanendo fissi addosso a te
Occhi spettacolari… che se continui a guardarli si fanno belli
pure i tuoi
Occhi da serrare in fretta… per fare buio tra le tue solitudini
Occhi da chiedere in prestito… quando non c’è più niente da
guardare
Occhi da chiudere con forza… quando bruciati da lacrime d’amore
Occhi da unire ad altri occhi… per diventare SGUARDI DENTRO AL
MONDO
Occhi da amare… e provare ad innamorare un po’
di più
indietro
>> |