acqua che uccide


 

Non posso continuare a far finta che va tutto bene in termini metereologici (si intende) se non c’è settimanale, quotidiano e telegiornale che trovi piacere ad incutere timore e terrore presagendoci scenari terrificanti di desertificazioni, cambia climatici, uragani europei e chi più  ne ha... più ne metta.

Ma su un punto voglio soffermarmi a riflettere con voi.

Saprete tutti che, da qui a trenta anni, i popoli si combatteranno per difendere le falde acquifere; il sospetto che alle guerre di religione e di spodestamento dei tiranni si sostituiranno quelle globali di confine, a difesa delle sorgenti, è un dato di fatto.

In Africa, per esempio, sembra non faccia più notizia quel bambino che muore ogni otto secondi; quasi ci siamo rassegnati che da quelle parti è un destino amaro, ma inevitabile, morire per fame, aids, malattia e sete con tanta velocità. Ma… l’Africa si sta’ avvicinando paurosamente a noi. Giusto per mantenere un dato, pensate che solo in Europa (la parte orientale soprattutto) oltre 100 milioni di persone non hanno accesso ad acqua potabile e ciò significa (in numeri catastrofici) che 37 bambini (il 50% neonati tra i 6 e i 15 mesi) al giorno muoiono di diarrea e migliaia si ammalano di malattie legate all’acqua infetta (epatite A e febbre tifoide).

ATTENZIONE… i dati che ho riportato appartengono sia all’EUROPA orientale che occidentale. (il famoso continente industrializzato e lontano anni luce dall’Africa).

Nelle previsioni catastrofiche che ci stanno terrorizzando, fa riflettere il dato che il Sud dell’Italia è la più esposta al rischio di stravolgimenti totali: l’acqua del mare che aumenta e inonda le città, le campagne senza acqua che si desertificano, il buco nell’ozono che farà vittime di calore ogni anno di più, e i continui cambiamenti climatici che causeranno precipitazioni burrascose che provocheranno epidemie di malattie diffuse dall’acqua (la pioggia sporca determina la fioritura di alghe dannose che infettano l’acqua) e via dicendo.

Insomma, questo povero Sud, già umiliato di suo, che continua ad essere al centro di un ciclone funesto.

Ma… non stiamo meglio noi, da questa altra parte del meridione delle stelle. Anche noi subiremo l’onta di questa natura che si ritorcerà contro, inondandoci di alluvioni, di venti uraganici e quel benedetto confine…da difendere, quando l’acqua sarà un bene prezioso più dell’oro ed il petrolio, ed ogni ruscello sarà una miniera vitale da difendere con le armi.   

 

A rileggermi, mi rendo conto di essermi lasciato condizionare da queste previsioni, ma non possiamo fare molto. Non è fermando l’auto per una domenica che il cielo si pulisce; non è chiudendo le fontane pubbliche che risparmieremo l’acqua; non è innalzando muri ai confini che ci difenderemo dal nemico assetato.

Il problema è un po’ più vasto, molto più grande di noi e allora il mio pensiero settimanale è questo: avete immaginato cosa si può fare, di nostro, per migliorare un po’ la situazione? O meglio, c’è possibilità di contribuire a modo nostro? O dobbiamo subirlo passivamente questo epilogo.

Mi ha lasciato interdetto un grande storico che ha sminuito il terrore, riportando tutto all’equilibrio con un ricorso storico dove l’umanità, ogni tanto, ha bisogno di richiami e risvegli. Prima la meteorite che si abbatte sulla terra, poi il buco dell’ozono che ci brucerà tutti, poi ancora il rischio di un’era glaciale e adesso… di un destino segnato da bombolette spray e gas di scarico!

Io non credo che tanto allarmismo sia solo suggestione o una corrente di pensiero. Mi sa che… stiamo rischiando grosso.

E allora mi chiedo cosa potremmo fare per migliorare la situazione, col nostro misero contributo?

De idee ne abbiamo tante: usare i mezzi pubblici, apprezzare una bici ed il suo ecologico benessere, evitare di spargersi deodoranti ascellari e via dicendo. Mi rendo conto che se ognuno di noi seguisse una soltanto di queste regole un po’ meglio ci staremmo su questa bistrattata terra.

Ma.. torniamo all’acqua? Ritorniamo a immaginare cosa sarà domani con sempre minori piogge; con lo scioglimento dei ghiacciai e l’inquinamento delle acque?

Una bottiglia di acqua minerale costerà più del buon vino invecchiato. Non saremo più tanto ritrosi all’acqua del rubinetto e non ci meraviglieremo a trovarci imbracciare armi per difendere i nostri confini dagli attacchi di popoli che stanno morendo di… sete!

Bisogna per forza arrivare a questo?

E, soprattutto, è un problema cosi lontano da noi?

No! E’ più vicino di quanto crediamo. La difesa di questo oro blu sarà l’evento discriminante del futuro, secondo me. E noi abbiamo l’obbligo di provare a fare qualcosa.

Meno sprechi, meno indifferenza e più rispetto per un corso di fiume, per un ghiacciaio o… per la pioggia, che resta ancora il ben più assoluto che abbiamo anche se… troppo inquinata.

Ho scritto tanto ma non ho tratto conclusioni…ma non voglio farlo; non sono nelle condizioni di poterlo pretendere. Io, quanto voi, subisco questa conseguenza. Non mi resta che contribuire nella mia piccola parte, con meno sprechi e più rispetto verso le cose che domani…potremmo desiderare.

A quel bambino che tra otto secondi chiuderà gli occhi per sempre, vorrei tanto che un po’ delle mie lacrime potessero saziare la sua sete.

 

Chiudo, per la prima volta dopo anni di riflessioni anarchiche ma non polemiche, urlando il mio dissenso e disprezzo.

Devo farlo per forza, perché se vi riporto i dati che ha denunciato l’UNICEF c’è da rabbrividire. (ogni giorno nel mondo 30.000 persone muoiono per cause connesse alla scarsità d'acqua o alla sua cattiva qualità e igiene)

 

Allora io URLO! Grido BASTA!

Basta agli armamenti nucleari… basta alle continue ricerche scientifiche sull’uomo di domani, se non ci sarà un domani per noi… basta fuggire dai mali di sempre credendo che non possano essere risolti.

Basta… scappare dal pericolo, restando il più lontano possibile.

Con i soldi previsti per un riarmamento nucleare o la prossima missione NASA…potremmo già sconfiggere l’AIDS, ci pensate?

Ma… l’Africa è lontana.

… sezionare un ovulo e dargli vita in laboratorio è più importante di pensare all’acqua che mancherà dai ghiacciai.

 

 

Chiudo con i dati che ho “preso in prestito” da LEGAMBIENTE… fanno rabbrividire il cuore!

 

L’ACQUA IN NUMERI:

-         solo 16 persone su 100 possono aprire un rubinetto e veder scorrere acqua potabile, priva di agenti patogeni e sostanze inquinanti per bere, cucinare e lavarsi!

-         84 persone su 100, invece, l’acqua devono cercarla, spesso molto lontano dalle loro abitazioni, presso fonti dove la disponibilità è scarsa e la qualità scadente.

-         Il consumo di acqua nei paesi africani varia in media tra 12 e 50 litri al giorno per abitante; in quelli europei tra i 170 e 250 litri (noi italiani siamo al vertice dei consumi europei proprio con 250 litri d’acqua per lavatrici, lavastoviglie, lavaggio denti, fontane pubbliche e via dicendo).

-         Negli Stati Uniti il consumo medio per abitante è 700 litri

-         L’Organizzazione Mondiale della sanità afferma che al di sotto della soglia di 50 litri d’acqua al giorno si può già parlare di sofferenza per mancanza d’acqua (siccità): di fatto il 40% della popolazione umana (vale a dire ben 2.5 miliardi di persone) vive in condizioni igieniche impossibili, soprattutto per la carenza d’acqua.

-         Si prevede che nel 2020 ben 3 miliari di persone non avranno accesso all’acqua (il motivo per cui si scateneranno guerre non più sante o di religione ma… acquifere per la conquista di sorgenti)

-         Per garantire l’accesso all’acqua potabile a tutti gli abitanti del pianeta, basterebbe una somma analoga a quella che in Europa si spende per l’acquisto di gelati o negli USA si “spreca” per i cosmetici.

 

 

Ambiamo a meno gelati e ricerche di PIANETI a noi troppo lontani… e proviamo il gusto di meritarci addosso ancora un po’ di provvidenziali gocce d’ACQUA PURA E VITALE.

 

 

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