amico mio... dove sei?


 

Oggi vorrei affrontare un argomento che, sicuramente, riguarda ed interessa un po’ tutti quanti noi.

Chi più e chi meno ne vive la fragranza, l’importanza e l’essenza di questo indispensabile valore, a cui siamo abituati ad associare affetto sincero e che, invece, molto spesso non ci accorgiamo di quanto sia vicino all’amore (anche se di misura e valore diverso a quello “tipico” a cui siamo abituati associare questo sentimento).

Sto parlandovi dell’AMICIZIA.

 

Mi piace soffermarmi su questa parola che, nonostante sia tanto facile da pronunciare, (a volte anche con troppa leggerezza) raccoglie in sé un valore profondissimo ed importante.

Si dice sempre che i veri amici sono quelli dell’infanzia, perché è con loro che siam cresciuti e ci siamo affacciati prepotentemente sul mondo con la giusta tenacia e curiosità, perché avevamo le spalle coperte da quella presenza bella ed indispensabile: l’amico della pelle, che sapeva egregiamente sostituirsi anche agli affetti familiari, da farlo credere un “fratello acquisito” per quanto fosse uguale a noi.

Ve li ricordate? Quegli amici con i quali siamo stati a scambiarci sogni, prometterci speranze comuni e confidarci desideri segreti. Quei volti che hanno accompagnato la nostra crescita fisica e mentale e che poi… per il corso inesorabile della vita, ci sono sfuggiti di vista e chissà, adesso, dove sono andati a finire o chissà in quale storia imprevedibile od entusiasmante stanno interpretando il ruolo da protagonisti di se stessi.

 

Quante volte sarà capitato anche a voi di scambiarvi giuramenti che “non ci saremmo mai persi di vista” e poi, inevitabilmente, li ritroviamo dopo tanti anni, con qualche capello bianco ed una ruga sotto agli occhi e gli confidiamo che… “non è proprio cambiato.” (ma quella è una grande bugia che diciamo) … siamo cambiati, eccome,: dentro e fuori.

Siamo cambiati perché è la vita che ci ha trasformato; gli impegni di lavoro, gli obblighi di famiglia e le necessità della vita ci hanno obbligato ad adattarci ad altri ruoli ed altre funzioni, lasciando svilire valori, passioni, interessi e sostanze: tra cui quella della frequentazione quotidiana dell’amico fraterno, col quale credevamo di essere i più forti al mondo, e del quale MAI ne avremmo potuto fare a meno. Ed invece…

 

Ma non voglio essere malinconico a parlar degli amici d’infanzia, ma… vorrei capire con il vostro aiuto perché c’è tanta differenza tra quelle amicizie e quante se ne incontrano “dopo”. Perché queste di oggi, quelle dell’età adulta per intenderci, sono poco più che “conoscenze” e mai delle amicizie sincere e fraterne?

Perché da bambini ci innamoravamo dell’amica della porta accanto, ritenendolo normale e naturale, e da adulti sottolineiamo subito che l’amicizia e l’amore non stanno mai sullo stesso pianerottolo?

Perché non si riesce a difendere gli amici di sempre… e per sempre?!

Perché la vita ci impone ritmi tanto esasperati, a cui non ostentiamo ribellioni, al punto da subire di essere defraudati di un contatto fondamentale della nostra storia di vita, senza nessuna difesa o possibilità di rimediare?

Non sto esagerando, perché vi analizzo una statistica che vuole che il 70% delle persone di età adulta, perde i contatti con gli amici di infanzia, quasi definitivamente, pochi anni dopo il matrimonio o l’essersi trasferiti in altre città (più  o meno lontane).

Io, per scelta e per ragione, sono andato via dai posti che mi hanno visto crescere, ma il resto della mia “compagnia” è rimasta lì, eppure, ogni volta che li sento parlare, mi trasmettono un gran senso di insoddisfazione per non riuscire più a trovare il tempo per restare insieme e… soprattutto, non avere la possibilità di vedersi con maggiore frequenza e costanza perché si è presi da altre cose, da altri bisogni, da altri impegni.

(scusatemi, ma la reputo una ignobile bugia. Non è il tempo che manca, ma la volontà di provare a cercarlo)

Come è strana la vita, non credete? Ci leghiamo agli affetti profondi e ci costruiamo intorno le fondamenta della nostra vita e poi… come abili capomastri, continuiamo a rifare le nostre fondamenta, dimenticando da dove siamo partiti e qual è stata la prima casa nella quale siamo abitati.

Continuiamo a cambiare itinerari e trame alla vita; ci trasformiamo e ci adeguiamo e, troppo spesso, screditiamo le nostre promesse d’amicizia più sincere ed i giuramenti d’amore più grandi, perché così impone la vita... le esperienze di ogni giorno… l’amore. Tutto si evolve e si trasforma in noi, ed intorno a noi, incluso le amicizie d’infanzia, che non incontriamo più facilmente alla sera sotto al parco, per coinvolgerli e chiedergli cosa fare di nuovo per passare insieme la notte, ma li incrociamo, per caso, per strada con la propria famiglia e, dopo un saluto cordiale ed un sorriso luminoso, ci limitiamo a chiedergli sempre: “come ti va la vita?”… perché abbiamo perso ogni contatto sulla storia del nostro fraterno amico d’infanzia … diventato grande come noi e, come noi, preso da altre necessità e perso tra antichi ricordi di luoghi, sapori, spensieratezze ed essenze che appartengo a noi, perché ci ricorda di com’eravamo e di come vorremo, tante volte nella vita da GRANDI, tornare ad essere!

 

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- RIFLESSIONI IN PUNTA DI CUORE - pensieri a ruota libera di Gianfranco Iovino
 

 

 

 
 
 

 
 

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