(il libro in
questione è: TI AMERO’ PER SEMPRE – la
scienza dell’amore)
Mi è piaciuto molto
soffermarmi sulla parte in cui viene descritto
l’innamoramento sotto forma scientifica, analizzando
ciò che accade dentro di noi secondo cui, a detta
dei dotti della scienza, viene “acceso” il circuito
celebrale dell’emozione passionale.
A leggere Piero
Angela sembra che tutte le nostre follie d’amore
ricevano una spinta energica (ed energetica)
che ci obbliga a determinate azioni, ma in special
modo a personali e inderogabili reazioni.
Per dirla più
facilmente, sembrerebbe che l’innamoramento
esilarante, che spesso ci piace raccontare
magnificandolo, racchiudendolo nel perimetro di un
diario segreto, o nelle mail da inviare ad una
rubrica di cuori solitari, non è altro che una
tempesta di neurotrasmettitori che subiamo e che
hanno sede nel cervello.
Per cui: niente
cuore e anima a governare un amore, ma uragani di
dopamina, serotonina, ossitocina, testosterone e
altri ormoni impronunciabili che producono vere
tempeste sentimentali dentro di noi.
La cosa che trovo
difficile da spiegare è che se i neurotrasmettitori
sono una sorta di interruttori che si accendono in
determinate circostanze, come fari di una macchina,
come è possibile che, al contrario della nostra
bella vettura, non riusciamo mai a “comandare”
l’interruttore dello spegnimento?
Perché soffriamo
tanto per amore, quando non sappiamo farne a meno,
staccarci da lui, respingerlo o rinnegarlo… se basta
solo trovare l’interruttore giusto dentro noi?!
Perché tutto rimane
acceso e ben visibile dentro, nonostante vorremmo
che il buio inghiottisse tutto di quel dolore
irrinunciabile che si ostina a continuare ad
esistere in noi, contro ogni nostra volontà?
Quando si dice che
siamo una “strana macchina” è proprio vero.
Quello che, invece,
mi trova meno d’accordo è quando si sostiene che il
corpo umano sia la PIU’ PERFETTA tra le macchine al
mondo.
Mi spiace, ma su
questa affermazione non mi trovate d’accordo. Se
così fosse sapremmo “perfettamente” come spegnere
gli interruttori dell’amore doloroso.
Forse sarà che
quando siamo nati, si son sempre dimenticati di
darci un “libretto d’istruzione” del corpo umano e
dei suoi effetti collaterali INGOVERNABILI… tipo
l’amore e i sui strani “pulsanti”.
Il dato
inconfutabile sapete qual è?
Che si tratti di
ormoni od interruttori, l’energia che riesce a
sprigionare un amore è qualcosa di incredibile.
Smuove tutto… montagne incluso. Vince
qualsiasi sconforto, se solo LUI lo vuole.
L’amore, alla fine,
è lo spirito del mondo; questo mondo egoista,
ingiusto, violento,… ma che d’amore si nutre, come
un carburante non inquinante che muove una macchina
complicatissima… IL CORPO UMANO, gestendola con
sempre nuove imprevedibilità!
L’amore è un
sentimento astratto, impalpabile ed inqualificabile,
che si modella in noi come acqua in un ruscello: ti
bagna ogni luogo deputato a contenere tracce di
questa incredibile necessità che ti fa vivere
felice, ti fa sopportare ogni sopruso, ti porta a
raggiungere vette altissime, ma sa anche farti
esiliare in un dolore perfetto ed incurabile, in una
smania ingovernabile e in una sofferenza a vita,
quando non vorresti più amare ma il cuore, la mente
e i pensieri non sanno nascondersi nel buio… perché
c’è troppa luce, ci sono troppi interruttori ancora
accesi che ti ricordano di quell’amore
irrinunciabile.
Rispetto ai
precedenti editoriali spero di essere risultato più
“sbarazzino” e “leggero”,… almeno per una volta, ho
provato a parlarvi di un colpevole che ci
portiamo dentro come un’ombra e che non sarà mai
punibile: L’INTERRUTTORE DELL’AMORE!