Nel dettaglio si
affrontavano anche i numeri di questa stravagante
ricerca, fatta da una psichiatra americana,
dichiarando che per ogni 20mila parole di una
donna, durante una giornata, si frappongono la
miseria di appena 7mila per un uomo.
Vi confido che mi ha
molto divertito questa bizzarra raccolta di dati,
che vorrebbe far credere che le donne parlano tanto,
ma… spesso sono meno concrete degli uomini che, a
detta degli interessati, con poche parole sanno
affrontare e risolvere qualsiasi situazione.
Come dire… fatti e
non parole; questo lo spot utilizzato da quegli
uomini avari di vocaboli.
Ma non credo sia
così, anche perché le donne, a differenza di un
uomo, amano commentare (l’uomo, invece, analizzare…
che è ben altra cosa).
Chi mi frequenta sa
che sono un caso fuori statistica (parlo troppo e, a
volte, inutilmente), ma conosco davvero tanti uomini
che preferiscono il silenzio alle parole; si sentono
più a loro agio se si esprimono con sguardi vuoti
d’indifferenza od intolleranza dinanzi alle
conversazioni femminili che, ai loro piccoli occhi,
sono del tutto futili ed inutili.
Parlare della
collega che si è rifatta la tinta ai capelli o della
nuova crema antirughe… “non ce ne può fregar di
meno” ma, quando quelle stesse donne affrontano
argomenti di vita vissuta, chissà perché, gli uomini
diventano evasivi od eccessivamente autoritari.
Fateci caso: se una
donna affronta argomenti relativi alla maternità,
alle proprie crisi esistenziali, al disagio del
proprio corpo o la volontà di sentirsi meno sotto
esame da tutti, gli uomini, nella maggior parte dei
casi, diventano superficiali e, dopo un breve
commento, si inventano scuse per allontanarsi un
attimo… fuggire lontano da quel pericoloso
discutere.
Perché? Perché i maschi non amano parlare dei
problemi femminili?
Perché fuggono dalle
parole di una donna? Perché si crede che solo agli
uomini tocca affrontare gli argomenti di vita seria
e difficile? Perché siamo tanto “stupidi” da credere
che tutti i mali del mondo siano dipesi solo dalla
mente folle di un uomo… che nulla ha a che spartire
con le “chiacchiere femminili”?
Perché ci
convinciamo che dove c’è odio e disperazione sia
solo la conseguenza di azioni sbagliate da parte dei
maschi!?
Una risposta credo
di avercela: forse sono individui egocentrici e
arroganti, non abituati al confronto. Sono uomini
che si lasciano convincere da se stessi che quanto
stanno affrontando è la giusta scelta, e non han
bisogno di nessuna critica o benedizione femminile.
Se solo
comprendessimo che parlandone di più… tanti errori
sarebbero evitati, tutto andrebbe meglio.
Comunicare, è da sempre, una necessità di esprimere
ciò che abbiamo dentro. A volte c’è questo bisogno
di raccontarsi per bilanciare le lunghe solitudini a
cui abituiamo spesso cuore e mente.
Dopo una giornata
vissuta in casa, da soli tra le nostre cose di
sempre, non c’è migliore medicina che parlare con
qualcuno… raccontarsi, discutersi, analizzarsi e…
correggersi.
Tutti conoscono
quell’aforisma che vuole che... dietro ad un
grande uomo c’è sempre la coscienza di una grande
donna.
Io ne sono
FERMAMENTE convinto.
A volte un’amica,
una voce fedele, un amore… un affetto prezioso, ti
aiutano a riflettere di più.
Adesso non vorrei
passare per quello che crede che per risolvere gli
errori del mondo c’è bisogno solo di parlare con una
donna! No… non dico questo; ma mi piace molto
immaginare che un confronto più razionale e
continuativo con l’altro sesso ci possa aiutare a
comprendere cosa pensa l’altra parte del mondo
(…quella meno conosciuta a noi e, ahimè, considerata
certe volte).
Chiudo il commento a
questa statistica riportando anche il motivo
scientifico (o presunto tale) per il quale
gli uomini sono così “stitici” di parole.
Colpa del
TESTOSTERONE.