Sembrerebbe che da quando si è decisi di dare una
collocazione precisa a questo “immenso sentimento”,
il luogo deputato a meglio svolgere questo compito
sia proprio lui: il cuore.
Sarà che l’amore, proprio come il cuore, ci è
fondamentale per vivere. Amore inteso in ogni senso;
in tutte le sue espressioni, e non da limitare
esclusivamente alla sfera affettiva tra due
innamorati. Non ci sono by-pass che tengano e non si
può pretendere di vivere a lungo in uno stato
“comatoso da vegetale” se non lasciamo pulsare in
ogni singolo battito un segnale vivo e forte che ci
fibrilli gli entusiasmi e ci unisca, in maniera
inequivocabile ed indissolubile, all’amore.
L’amore… messo lì, al centro del nostro petto a
scatenare sussulti ed emozioni; a sapersi adeguare e
muovere con lo stesso ritmo imposto dal nostro caro
muscolo cardiaco; a lasciarsi stringere in un pugno,
ma sapersi forte più di una montagna.
Quante volte sarà capitato anche a voi di volerlo
strappare dal petto… respingerlo lontano, provando
ad allontanare anche il dolore che procura il suo
dispetto o il suo modo crudele di lasciarci in una
pena incredibile a massacrarci la mente… a scatenare
reazioni con cui riuscire a vincere e rabbonire la
rabbia che ci è disseminata dentro ad ogni singola
cellula…
Spegnere questo nostro cuore malato d’amore per
porre fine ad una fitta lancinante che ti arreca
spasimo e indolenza, a cui non conosci rimedi per
riuscire a guarirne.
Così come, tante altre volte, sarà capitato anche a
voi di ritrovarsi entusiasmati da singoli sussulti;
di restringere ogni pensiero intorno al buio
catturato ad occhi chiusi, per concentrarci su
quella pregiata esclusiva di cui disponiamo, e
provare a massaggiarlo.. accarezzarlo leggermente, a
posarci sopra il fiato con la spinta di un sorriso a
volto basso, in cui provare a sillabare un'unica
parola: amore!
Oggi però non vado avanti.
Aspetto che siate voi a continuare questa mia
riflessione (fosse anche nel silenzio dei vostri
pensieri), cercando di motivarci le ragioni per le
quali continuiamo ad albergarlo proprio lì l’amore…
al centro del nostro cuore: l’alleato ideale per
custodire questa sensazione indescrivibile, di cui
tutti ne rimaniamo ammaliati, appena ci sfiora le
pareti dell’anima.
Ma
non vorrei che venisse interpretato come un
messaggio strano il mio di questa settimana, ma una
logica conseguenza di chi vuole fermarsi a
riflettere e convincersi che non può essere solo il
cuore il destinatario di tante attenzioni se
l’amore, nella sua prorompente arroganza, riesce ad
infettare la mente ed ogni suo singolo pensiero,
lasciandoti in balia di tormentosi venti che
arrivano alle porte del cuore, spalancano le stanze
dell’amore, e lasciano dentro te un senso assoluto
di beatitudine o, di contro, inspiegabili
desolazioni e malinconie se ci sentiamo miseri di
questa incredibile necessità del cuore.
Dove sei cuore mio?
Dove devo fermarmi per riuscire ad ascoltarti?
In
quale silenzio devo sostare per sentirti respirare
…
battere
…
ansimare
…
urlare la tua pena e il tuo dolore
se
ti lascio povero e senza più l’amore
E
tu amore mio dove sei andata?
in
quale altro cuore ti sei decisa di abitare?
in
quale altro battito adesso ti senti respirare?
in
quale altra emozione ti sei lasciata imprigionare?
Vorrei averti accanto per farti entrare dai miei
occhi
e
guidarti per mano fino alle porte del mio cuore
per farti immaginare come sta male senza te
e
quanto è inutile sia questo viver mio
se
non ci sei più tu a batter dentro me