|
La fretta,
questa accanita mietitrice di calma e saggezza
(oltre che di serenità).
E’ proprio LEI
l’indiziata principale di ogni nostra più acerrima
insoddisfazione; lo sostiene una rivista
specializzata sulla psiche umana, mentre analizza i
processi e le motivazioni delle nostre infelicità
interiori più amplificate.
Che siamo
insoddisfatti di ogni cosa è vero! Giusto?
Praticamente, la
specie umana si sta evolvendo nella spasmodica “fretta”
di raggiungere ogni cosa nel minor tempo possibile,
prima che la sua ricerca ci stanchi e ci orienti i
desideri su altre cose, dal più facile
raggiungimento.
Oramai, (e
correggetemi se sbaglio) nessun desiderio ci
appaga e soddisfa più fino in fondo (specialmente
se è di facile realizzazione) per la sua
riuscita ci… stanca e ci stressa!!!
Fateci caso a tutte
quelle cose che agogniamo per una vita intera, che
etichettiamo come GRANDI SOGNI, che non si afferrano
mai e procurano solo malumori, insoddisfazioni e
paturnie… e pensate, invece adesso, a quante altre
di cose le realizziamo in pochissimo tempo. Chissà
il perché, però, le facili realizzazioni procurano
poca e transitoria gioia: forse, proprio perché le
riteniamo normali e alla portata di tutti?
Ma, così facendo,
perdiamo il piacere di gustare la preziosità della
vita.
Secondo me, sarebbe
bello che ogni tanto, una vocina dentro di noi ci
aiutasse a comprendere che è molto meglio fermarsi a
gustare, piuttosto che divorare e procedere ad
inseguire il prossimo sogno… col rischio di fare
incette di cose futili ed inutili, desiderate solo
per non sentirci frustrati nei riguardi degli altri,
che riteniamo più fortunati di noi ad essere felici
e sempre sorridenti (non considerando che loro,
forse, lo sono perché assaggiano a piccoli sorsi,
piuttosto che
DIVORARE con vorace ingordigia).
Ho fatto questa
lunga premessa per trascrivere una di quelle poesie
(o dogmi della vita), che non hanno un autore, che
le trovi in qualche libro dimenticato o girovagando
per la rete, ma che restano impresse lungamente
nella tua memoria.
Quella che vi sto
riportando si chiama “il ticchettio della
pioggia” ed è bello leggerla e soffermarci
su ogni singola riga per riflettere su quanto
sarebbe utile nella vita fermarci più spesso ad
ascoltare i minimi suoni, gli impercettibili rumori
della natura e i sottofondi della vita che sono la
colonna sonora della nostra esistenza.
Hai mai ascoltato
il ticchettio della pioggia?
Qualche volta hai
seguito il volo di una farfalla?
Hai mai osservato
il tramonto del sole?
Fermati. Non
ballare in fretta: il tempo è poco. La musica non
durerà a lungo.
Vivi ogni giorno
sempre di corsa?
Quando ti domandi
chi sei, ascolti la tua risposta?
Quando il giorno
finisce e ti sdrai sul letto, ti assilli con mille
pensieri?
Fermati. Non
ballare in fretta: il tempo è poco e la musica non
durerà a lungo.
Le tue giornate
passano freneticamente?
Qualche volta hai
detto al tuo bambino “lo faremo domani” e nella tua
apatia non hai visto la sua tristezza?
Qualche volta per
mancanza di tatto hai lasciato che un caro amico
morisse senza averlo chiamato per dirgli “ciao”?
Fermati. Non
ballare in fretta: il tempo è poco e la musica non
durerà a lungo.
Quando corri
troppo in fretta per raggiungere qualsiasi luogo, ti
perdi la metà del tempo per arrivarci?
Se sei
preoccupato, se corri per tutto il giorno, è come
gettassi la tua vita nel cestino.
La vita non è una
corsa, ma un cammino che va vissuto e assaporato con
calma.
Ascolta la
musica prima che la canzone finisca.
da parte di un anonimo che conosceva bene
l'arte del gustarsi… attimi di vita eterna.
indietro
>> |