LACRIME D'AMORE


 

Oggi vorrei poter analizzare con Voi l’aspetto meno eclatante e sopportabile dell’amore: “la sua fine”. Ma vorrei provarlo a fare in modo specifico, soffermandomi a riflettere sulla criticità del periodo iniziale di un abbandono inglorioso, durante il quale siamo combattuti e vinti dalle angosce e le desolazioni che producono insofferenze, indolenze e lacrime… LACRIME D’AMORE!

E’ capitato spesso di imbattermi in volti tristi, segnati dal livore di un distacco improvviso, ingiustificabile ed ingiusto, che determina solo sconforto; che ti costringe a rifugiarti nel silenzio dove è permesso ascoltare solo il sordo rumore della solitudine.

E’ sempre difficile riuscire a comprendere e giustificare la sparizione di una gioia immensa dal tuo cuore, e per quanto possa essere accettata come la più giusta delle scelte da intraprendere, non ci lascia mai indifferenti o immuni dai contagi della desolazione. Iniziano ad assalirci i sensi di colpa, le malinconie e quel disagio interiore di saperci meno ricchi dentro: impoveriti di una sostanza che contribuiva a farci sentire amabili… perché amati.

“Amare” ed “odiare” sono due sostantivi che si fronteggiano spesso, l’uno a ridosso dell’altro. Sono i lati opposti di una stessa condanna: “essere domati e governati dalla sensazione emotiva prodotta dalla nostra mente, in combinazione con il cuore.”

L’amare è virtù che appartiene a tutti quanti noi, ma è privilegio per pochi il riuscire ad ammansirne la sua sagacia ed incontrollabile efferatezza, quando ti spinge a compiere gesti ed azioni difficili da immaginare di poterli eseguire in tempi diversi dalla “stagione dell’amore”. Ci si annulla completamente, fronteggiando ed assimilando totalmente quello inspiegabile bisogno di “offrirsi”, per dimostrare che tutta la propria vita può essere ridotta, ridimensionata o, fin anche, annullata, in onore di quello amore. Ci armiamo di impavido ardimento e non ci interessa sembrare ridicoli o diventare gli imputati prescelti di critiche e condanne, da parte di chi dell’amore... ne ha un vago ricordo! Faremmo di tutto: l’amore in una piazza affollata, gridare al vento il nostro sentimento per l’amato, spingendo il nostro orgoglio ad inammissibili umiliazioni pur di confermare che tutto si annulla e si impoverisce in mancanza di quel fondamentale impulso che è l’amare.

Ma quando finisce? E, soprattutto, quando è l’altra parte del tuo cuore innamorato a voler interrompere quel canto… come ci si sente dentro? Come riuscire a comprendere e giustificare?  D’incanto ti vengono defraudate tutte le gioie e le speranze. Non c’è più sole nei tuoi giorni futuri, non c’è più volontà, nella mente, di provare a sorridere. Restiamo inabili, obbligando i pensieri a bastonarci il cuore, rimproverandoci di essere nuovamente caduti nella rete dell’ingiustizia e dell’ingenuità, per aver affidato il nostro cuore ed il nostro mondo a chi… ci ha lasciato nel fondo di un oblio.

Non parliamo poi della possibilità che quello amore non sia null’altro che un INGANNO,  una frode o, peggio ancora, un raggiro meschino, che oltre che lasciare aridità nel cuore, dissemina anche tanta rabbia nella mente!

Sere fa ho assistito ad un’intervista televisiva di una donna la quale raccontava la sua “incredibile”, ma vera storia d’amore. Uscita indenne, ma fortemente segnata nel cuore, dal fallimentare destino di un matrimonio senza gioie e futuro, aveva conosciuto un ragazzo dai modi galanti ed amabili: una sorta di Re d’altri tempi. Attento alla cura dei minimi particolari, sapendo innalzargli il cuore su un piedistallo irraggiungibile. Mille attenzioni, una dolcezza estremamente generosa ed il talento incredibile nel saperla accerchiare di affetto ed affabilità. Tutto idilliaco e spettacolare. La storia è proseguita per del tempo, lasciando che fosse sempre la tenerezza la colonna sonora del loro animoso avviluppamento, fin quando un giorno il volto di lui si è cosparso di uno spesso scoramento. Le motivazioni di tale insormontabile tristezza, impossibile da nascondere, erano da ricondurre a problematiche di natura economica, che l’hanno indotta, senza alcuna esitazione o dubbio di sorta, ad aiutarlo con tutte le sue forze possibili.  Con amorevole dedizione e giustificata privazione ha consegnato a lui un’ingente somma di denari, confezionati in un bacio cedevole, che non gli mortificasse l’anima, ma sapesse trasmettergli tutto il suo amore, bisognoso di dimostrarsi e sapersi parte delle sue felicità.

Quello sarebbe stato l’ultimo bacio dato e l’inizio di una nuova pioggia sul viso di LACRIME D’AMORE.

Imbrogliata, truffata ed illusa proprio dall’uomo che era stato capace di fargli scoprire il bello della vita: il desiderio, la spettacolarità di un’attesa e l’importanza di un abbraccio silenzioso, dove a parlare sono solo i battiti del cuore, sempre più emozionato e fiero di appartenergli.

Quello che mi ha sorpreso è stata la sua espressione facciale che, dopo aver rasentato la vergogna durante il racconto, ha ripreso a colorarsi di speranza, quando ha saputo domare la rabbia, limitando a chiedergli di non continuare a seminare simili disperazioni ed augurandosi che redima quella sua cattiveria. In quello appello accorato è concentrata tutta la sua forza d’animo: in quella bravura di non lasciare strascichi di dolore o rabbiosa vendetta, ma sapendo augurarsi che possa fermare quella strage di cuori infranti e cessare il diluvio di LACRIME D’AMORE di altre anime in pena, deragliate fra i binari morti della delusione.

Le LACRIME D’AMORE non servono a lavare i pavimenti del cuore, inzuppati dal dolore, e lasciano una incredibile arsura nella gola. Non hanno un gusto piacevole da assaporare e sono tremendamente difficili da dimenticare ma… sono anche necessarie, perché consentono di alleggerire i pensieri dalla collera e dalla volontà di rassegnarsi per sempre ai tramonti del cuore.

Non sono da augurare a nessuno, perché fanno un gran male dentro e con arrogante disprezzo restano a farti compagnia per lungo tempo, soprattutto di notte, nel bel mezzo di silenzi lunghi ed insopportabili, ma aiutano a comprendere e prepararti ad altri possibili affronti improvvisi a cui, questa volta, saprai contrapporre maggiore cinismo, senza per questo dover rinunciare alla prospettiva di riprendere ad AMARE con sincerità ed offrendo il meglio di te stessa perché…non ci saranno altri uomini ad ingannarti ancora!!!

 

 

A te che piangi

a te che umili il tuo cuore

a te che ti sei arreso

a te che ti senti solo

asciuga le piogge di lacrime

che inondano il tuo cuore

e fai tornare il sereno

fra gli orizzonti dei tuoi domani

poni lo sguardo al cielo

e lasciati convincere

che prima o dopo

il sole… a furia di inseguirti…

ritorna nel tuo cuore

che senza amore… muore!

  

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- RIFLESSIONI IN PUNTA DI CUORE - pensieri a ruota libera di Gianfranco Iovino
 

 
 

 
 

 

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