Parto dal nome di
una nazione (a me, fino a ieri, sconosciuta) LAOS.
A causa della
posizione strategica nel cuore dell’Indocina, il
Paese è stato turbato da pressioni ed invasioni
straniere e da continue guerre interne sin dagli
Anni ’50.
Un dato che va
espresso subito è che, l’America ha reso questa
Repubblica Popolare terra di un record assoluto:
migliaia di ordigni hanno reso il LAOS la terra nel
mondo dove sono state lanciate più bombe della
storia.
Questo triste
primato ne determina un altro, ancora più eclatante:
più della metà della popolazione è disabile
(mutilati dalle mine inesplose, ex combattenti
feriti, gente comune con la sfortuna di trovarsi
proprio sulla strada di una bomba inesplosa.)
Ho provato ad
informarmi, ma mi sono fermato subito, rabbrividendo
all’istante. A volerla etichettare in maniera
brutale, dovete immaginare la popolazione del Laos
come gente che è abituata a vivere e convivere con
le bombe; un po’ come noi con il traffico delle
auto, per intenderci.
Le bombe sono
diventati oggetti così quotidiani da trasformarsi in
utensili. Vengono usati per fabbricare attrezzi da
cucina od oggetti per la casa; le granate diventano
tazze o lampade, il metallo si fonde per fare vassoi
e coltelli e la polvere da sparo si vende ad 1 euro
al chilogrammo… se prima non ti esplode tra le mani!
A questo dramma se
ne accorpa un altro, ancora più disumano che è
quello dello sfruttamento delle risorse umane:
inteso come TRAFFICO DEI BAMBINI, al fine di
sfruttarli nel redditizio mercato del sesso e della
vendita di organi.
Sono tantissimi i
luoghi di questa terra dove gli occidentali
interessati possono acquistare od affittare bambini,
divertendosi con loro, usandolo come fossero
giocattoli di sesso, fino ad ucciderli.
Giochi sadici ed
erotici che dopo pochi mesi si trasformano in
schiavitù, sevizie, violenze, malattie… morte!
Sto parlando di
bambini piccolissimi, rapiti alle loro famiglie, o
da queste cedute a trafficanti senza scrupoli, che
fanno credere di voler “salvare quei figli” da
destini poveri ed orientati al peggio, destinandogli
un futuro lontano dal LAOS, fatto di insegnamento,
cultura, benessere… MORTE!
- Mi fermo un
attimo con il Laos, per lasciarvi il tempo di
riflettere su un numero che lascia capire quanta
spietatezza barbarica esista negli uomini (intesi
come genere umano): ogni giorno, in tutto il mondo,
vengono movimentati più di 300 mila dollari nel
mercato del turismo sessuale. Dal Brasile all’Indocina,
passando per il nostro quartiere, la piaga del sesso
sta diventando una malattia incurabile, che non
uccide MAI chi la trasmette, la ricerca o la
dissemina… ma solo chi la subisce!
Il turismo
sessuale minorile è una “Industria illegale” che
muove, sottobanco e nella più completa omertà e
sottomissione, un giro di soldi e di crudeltà a dir
poco inaudito. La merce sfornata da queste
“fabbriche” non costa nulla in produzione ed offre
utili altissimi. Vittime di una cultura violenta,
maschilista ed ultra-materialista, sono le donne ed
i bambini di tutto il mondo ad essere ridotti ad
oggetti di desiderio… giocattoli di perversione…
passatempi stravaganti… evasioni senza
rimorsi. -
Ma torniamo nel Laos
per descrivervi il progetto promosso da Rock no War,
che ha deciso di associare anche il mio romanzo
ed i proventi che saprà raccogliere, per un
programma umanitario in aiuto allo sfruttamento
della prostituzione e la tratta dei bambini
affinché anche in quella terra, a noi lontanissima,
si possa ambire a qualcosa di diverso di una remota
ed illusoria aspirazione, con un “gesto concreto”
che trasformi in realtà un sogno: trasformare
“DA SCHIAVI A BAMBINI”.
Il progetto consiste
nella costruzione di un nuovo centro nella città di
Vientiane (capitale del Laos). La casa d’accoglienza
servirà come centro di recupero delle bambine e
delle giovani ragazze, strappate alla prostituzione
da strada e da bordelli.
In questo centro
sarà possibile svolgere attività ed interventi di
questo tipo: