LAOS: un diritto ad essere BAMBINI


 

Sabato ho presentato il mio romanzo a Bologna, ed approfittando della presenza di un delegato di RockNoWar (Pierluigi Senatore), mi è stato illustrato nei particolari il progetto al quale si legherà “Dietro di me”.

 

Parto dal nome di una nazione (a me, fino a ieri, sconosciuta) LAOS.

A causa della posizione strategica nel cuore dell’Indocina, il Paese è stato turbato da pressioni ed invasioni straniere e da continue guerre interne sin dagli Anni ’50.

Un dato che va espresso subito è che, l’America ha reso questa Repubblica Popolare terra di un record assoluto: migliaia di ordigni hanno reso il LAOS la terra nel mondo dove sono state lanciate più bombe della storia.

Questo triste primato ne determina un altro, ancora più eclatante: più della metà della popolazione è disabile (mutilati dalle mine inesplose, ex combattenti feriti, gente comune con la sfortuna di trovarsi proprio sulla strada di una bomba inesplosa.)

Ho provato ad informarmi, ma mi sono fermato subito, rabbrividendo all’istante. A volerla etichettare in maniera brutale, dovete immaginare la popolazione del Laos come gente che è abituata a vivere e convivere con le bombe; un po’ come noi con il traffico delle auto, per intenderci.

Le bombe sono diventati oggetti così quotidiani da trasformarsi in utensili. Vengono usati per fabbricare attrezzi da cucina od oggetti per la casa; le granate diventano tazze o lampade, il metallo si fonde per fare vassoi e coltelli e la polvere da sparo si vende ad 1 euro al chilogrammo… se prima non ti esplode tra le mani!

A questo dramma se ne accorpa un altro, ancora più disumano che è quello dello sfruttamento delle risorse umane: inteso come TRAFFICO DEI BAMBINI, al fine di sfruttarli nel redditizio mercato del sesso e della vendita di organi.

Sono tantissimi i luoghi di questa terra dove gli occidentali interessati possono acquistare od affittare bambini, divertendosi con loro, usandolo come fossero giocattoli di sesso, fino ad ucciderli.

Giochi sadici ed erotici che dopo pochi mesi si trasformano in schiavitù, sevizie, violenze, malattie… morte!

Sto parlando di bambini piccolissimi, rapiti alle loro famiglie, o da queste cedute a trafficanti senza scrupoli, che fanno credere di voler “salvare quei figli” da destini poveri ed orientati al peggio, destinandogli un futuro lontano dal LAOS, fatto di insegnamento, cultura, benessere… MORTE!

 

- Mi fermo un attimo con il Laos, per lasciarvi il tempo di riflettere su un numero che lascia capire quanta spietatezza barbarica esista negli uomini (intesi come genere umano): ogni giorno, in tutto il mondo, vengono movimentati più di 300 mila dollari nel mercato del turismo sessuale. Dal Brasile all’Indocina, passando per il nostro quartiere, la piaga del sesso sta diventando una malattia incurabile, che non uccide MAI chi la trasmette, la ricerca o la dissemina… ma solo chi la subisce!

Il turismo sessuale minorile è una “Industria illegale” che muove, sottobanco e nella più completa omertà e sottomissione, un giro di soldi e di crudeltà a dir poco inaudito. La merce sfornata da queste “fabbriche” non costa nulla in produzione ed offre utili altissimi. Vittime di una cultura violenta, maschilista ed ultra-materialista, sono le donne ed i bambini di tutto il mondo ad essere ridotti ad oggetti di desiderio… giocattoli di perversione… passatempi stravaganti…  evasioni senza rimorsi. -

 

Ma torniamo nel Laos per descrivervi il progetto promosso da Rock no War, che ha deciso di associare anche il mio romanzo ed i proventi che saprà raccogliere, per un programma umanitario in aiuto allo sfruttamento della prostituzione e la tratta dei bambini affinché anche in quella terra, a noi lontanissima, si possa ambire a qualcosa di diverso di una remota ed illusoria aspirazione, con un “gesto concreto” che trasformi in realtà  un sogno: trasformare “DA SCHIAVI A BAMBINI”.

Il progetto consiste nella costruzione di un nuovo centro nella città di Vientiane (capitale del Laos). La casa d’accoglienza servirà come centro di recupero delle bambine e delle giovani ragazze, strappate alla prostituzione da strada e da bordelli.

In questo centro sarà possibile svolgere attività ed interventi di questo tipo:

 

-          contrastare la prostituzione e il traffico di minori

-          mappare le zone sconosciute dove si sospetta vi sia un traffico di bambini

-          formare personale che possa fronteggiare emergenze

-          aiutare nella riabilitazione e nel reinserimento

-          ricongiungere le piccole vittime alle famiglie

-          curare le malattie trasmesse ai bambini

-          educare le donne che continuano a prostituirsi all’uso di misure cautelative (contraccettivi).

 

Il contatto di Rock no War, che garantirà controllo ed avanzamento lavori, sarà l’avvocato Marco Scarpati, direttore dei programmi ECPAT. Il costo complessivo del progetto è di 150,00 mila euro: una cifra bassa, se rapportata alla finalità che ci si è posti.

Uniti alla AFESIP Cambogiana, all’ECPAT, Rock no War ed altre associazioni minori il progetto è partito nel 2006.

 

Ora ci siamo anche noi; possiamo davvero spingere nell’oceano della bontà la nostra PICCOLA/GRANDE GOCCIA, con la certezza che arriverà fino a laggiù, in Indocina… a LAOS… in mezzo alle bombe e i tanti SCHIAVI da salvare per farli tornare a vivere e riguadagnare un loro diritto: tornare ad essere BAMBINI!

 

 

Dettagli del progetto: http://www.rocknowar.org/PROGETTI/LAOS/LAOS_2006.pdf

 

 

 

Fin da ora… grazie a tutti voi per il sostegno che saprete regalarmi e per la forza che sapremo esercitare nel dimostrarci compatti nell’urlo di solidarietà che parte dai nostri cuori per coprire e spazzare lontano qualsiasi tremendo boato mortale.

 

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- RIFLESSIONI IN PUNTA DI CUORE - pensieri a ruota libera di Gianfranco Iovino
 

 

 

 
 
 

 
 

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