MALEDETTE  CH@T


 

Oggi commentiamo un articolo scritto sul “VERONA FEDELE” (settimanale cattolico d’informazione) di domenica 9 ottobre, impostato a centro prima pagina, “contro” le chat virtuali. L’inizio mi ha incuriosito, perché è scritto ad effetto e debutta così:

“E’ chat-mania. Circa 3 milioni di italiani dialogano nelle stanze virtuali di internet in cerca di relazioni. In 800 mila lo fanno quasi quotidianamente, passando anche 50 ore alla settimana dinanzi ad un monitor. Sono, principalmente adulti, sposati, o con relazioni stabili. Le donne cercano, soprattutto, amicizia e rapporti affettivi, mentre gli uomini puntano alla relazione sessuale”.

E fin qui tutto normale. In fondo, è’ stato confezionato un buon riassunto sulla realtà virtuale tanto “chiacchierata” delle chat, ma… l’articolo prosegue e qui le cose s’incrinano un po’, verso un “pensiero” non condiviso appartenente, forse, ad uno schema di lettura antico, retrogrado, apatico: quanto il primo testamento.

Ma continuiamo a leggerlo insieme:

 

“il Presidente dell’Associazione Italiana Psicologi Cattolici, su questo tema ne ha fatto un libro in cui evidenzia che il nostro paese è infestato da decine di cause di separazione per “tradimenti on-line”. A suo parere il motivo di questo smoderato uso della realtà virtuale è dato dal fatto che, ci si nasconde tra le stanze interattive, per cercare quanto non si è capaci di trovare nella realtà.

Non è vero che siamo solo malati di nostalgia e solitudine, e questo mezzo infernale ci serve per abbattere i muri dei silenzi e gli scoramenti dei lunghi silenzi. Non è esatto dire che in una chat un malato di felicità, od un povero Cristo infermo a vita, prova un senso di rivalsa a dialogare con il mondo, restando anche dentro alle quattro mura della sua casa prigione. Non è vero che ci sono migliaia di uomini e donne che  frequentano le chat interattive solo per trovare nuove amicizie, scambiare altre opinioni e sentirsi più uniti, anche se da lontani… NO!

Nella realtà, a detta di questi luminari del “pensiero cattolico”,, NOI UOMINI siamo tutti “assatanati” di donne da portarci a letto e voi, DOLCI STELLINE, siete soltanto delle “sognatrici illuse, alla ricerca di quello che nella vita non sareste MAI in grado di conquistare!

Che sia in disaccordo TOTALE credo che non valga neppure la pena di sottolinearlo. Vi sta scrivendo un uomo che sugli “amori in chat” ci ha scritto un romanzo e segue un portale frequentato, quotidianamente, da centinaia di persone. A dirvi il vero, mi vien voglia di spedire una bella copia del mio romanzo a quel settimanale e “illudermi” che qualcuno lo legga e mi faccia una bella recensione, sferzante e pungente per criticare la mia scrittura favolistica ed i contenuti osceni, da condannare per l’immolazione all’adulterio e l’uso sconsiderato di questo strumento di… ASSOLUTA SEPARAZIONE!

Smettiamola.

Così non facciamo altro che allontanare, sempre di più, la gente dalla fede. Sempre più saremo obbligati a crearci “il nostro Dio”, ad immagine e somiglianza nostra, e non ci meraviglieremo a ritrovarcelo accanto a noi, che si anima e si appassiona anche ai nostri dialoghi in chat. Il dato che, circa 3 milioni di italiani ogni giorno chattino,  mi ENTUSIASMA. Mi esalta perché vuol dire che c’è volontà di “insorgere” contro questo mutismo esasperato di cui ci siamo cinti mente e cuore.

Sono stanco di sentir dire che il “mondo scoppia” e che è meglio restarsene al sicuro dentro la propria casa, lontano dalle tentazioni, perché solo lì, fra le nostre cose ed i nostri affetti consolidati, siamo al sicuro, ma… cari amici miei, se è vero che lì fuori sta’ per scoppiare tutto il mondo, il botto che farà lo sentiremo anche se rimaniamo chiusi dentro casa.

Ma come sempre accade nel mondo, ci sono i pareri discordanti che, alla fine, fan sempre bene perché consentono di confrontarci e disporre  di maggiori soluzioni alternative. Quello però che mi ha infastidito molto di questo articolo e che, volutamente, si riporta un dato relativo alla “dipendenza da chat”, quasi fosse un male tipo “droga” od “alcolismo”.

Addirittura, proprio qui a Verona, (ma presumo anche in altri centri d’Italia), si offre al cittadino “malato di internet”, la possibilità di consultare telefonicamente gli operatori addetti (parliamo di strutture Ulss) per delle vere e proprie consulenze. Praticamente, ci si aiuta ad uscire fuori dalla “dipendenza da chat”, affrontando percorsi di riqualificazione del proprio pensiero e delle proprie stabilità familiari.

Scusate la pretesa, ma credo che i mali a cui porre un rimedio ed una cura riqualificante siano ben altri. Risaltare e glorificare la possibilità che esistano centri per “tirarti fuori dalla dipendenza da tastiera” e dimenticarsi che, invece, sono ancora a decine i casi di bambini abbandonati ogni settimana, di ragazzi che sono diventati foto ricordo per colpa di quella maledetta curva, di donne umiliate e condannate a vita a soffrire in silenzio, ai destini malati trascinati su sedie a rotelle e… di quanto silenzio esiste dentro di noi, anche se ci troviamo al centro di una piazza affollata è CRUDELTA’!

Questa è la vera “crudeltà” da denunciare: il continuare a tacere. Il voler credere che gli accenni che ho riportato sopra, sui drammi del mondo, siano argomenti scontati, trattati da tutti e che possono continuare a rimanere materiale di massa, così da concentrarsi su casi “meno chiacchierati” ma, pur sempre, origine di MALE ed INFELICITA’ dell’anima!

Per questi “dotti pensatori cristiani”, è meglio trovare l’articolo ad effetto. Il famoso articolone che sappia stimolare ed incuriosire, sapendo mostrare i denti serrati di fronte ad una possibilità che la famiglia si sfalda sempre più, impoverita di ideali; che Dio esce fuori dalle case senza possibilità di rivalse, e che i giovani sono malati di sesso e perversione per colpa delle chat e di questo mondo irreale, ma.. tracimo di peccatori ed immorali!

L’articolo, giusto per mantenere solido il tema della “famiglia cristiana”, tanto abusato dai preti in questo ultimo periodo, chiude sollecitando i genitori (perché il vero dramma è dato dal fatto che già in età infantile siamo dipendenti di questo “male”), ad una maggiore presenza nei confronti dei figli. Perché dove ci sono problemi esistenziali e di crescita, il genitore deve saper interpretare il ruolo di maestro di vita, riconvertendo l’inserimento del proprio figlio nel sociale, impostandolo sulla libera esposizione dei pensieri in modo reale, e non attraverso un monitor ed una tastiera.

Io, però, credo che il vero problema, ed è svelato a fine articolo, sia in questa eccessiva e smisurata tendenza a confrontarci con il mondo americano, dimenticando che da quelle parti sono in avanti, rispetto a noi, di cento anni (e forse anche più).

Dall’America emerge questo dato: un ragazzo su cinque, in età evolutiva (13-19 anni) riceve una proposta sessuale attraverso internet. L’87% dei teen-ageer (13-19 anni) frequenta regolarmente il mondo on line. L’81% dei genitori di questi adolescenti, sostiene che non esiste una tutela per i loro figli quando questi si siedono davanti ad un computer.

Io, adesso, non voglio confrontare la nostra realtà con l’America e, tanto meno mi permetto di confrontare due modi e mondi diversi da pensare. (considerate che per gli americani un palazzo di 200 anni è un reperto storico e per noi, poco più che vetusto e che, il successo di una famiglia da quelle parti, non si concretizza nel modo col quale ci si rapporta fra noi o le affinità di ideali che continuano a mantenerci uniti anche dopo i matrimoni ma.. con quanto guadagniamo all’anno!) OK!?

 

Io sostengo che questi articoli non aiutano ad avvicinare i giovani alla chiesa, anzi!

Volersi coprire gli occhi e sperare che si ritorni all’antico (caso mai, leggendo passi della Bibbia ogni sera prima di addormentarsi) è una dottrina, oltre che un’illusione, che appartiene al passato. Non ci riguarda più!

Io, fortunatamente, non ci sono mai stato in un tribunale a seguire cause di separazioni, ma non voglio credere che ai giorni d’oggi sia affollato solo da separatisti chattaioli. NO!

Non esageriamo. Così come non è giusto, nei riguardi delle donne, attribuire sentenze tanto ingiuste, oltre che svilenti. Non è vero che dentro alle chat ci incontri solo donne afflitte e desolate, che provano a rivalersi di una vita insulsa andando a caccia di voli pindarici o, peggio ancora, lanciare sfide a se stesse per accaparrarsi “cose” ed “affetti” che nella vita di ogni giorno non saprebbero conquistare.

Questa è VIOLENZA oltre che mortificazione per le donne!

Questa è un’alterazione della verità.

Queste è intolleranza giornalistica (oltre che dottrinale).

 

Sono arrabbiato, lo ammetto, contro chi sputa sentenze senza considerare le conseguenze che può determinare. Sono intransigente contro chi usa la “morale” per redimere. In chat non ci sono soltanto uomini conquistatori, a caccia di prede da confiscare e rendere felici per... pochi attimi. Non siamo tutti dei perversi, assatanati di tette e culi. NO! In chat c’è più vita di quanta se ne può scorgere in mezzo alle strade di ogni città del mondo. C’è meno falsità di quanto si crede. C’è tanto più dolore, che non si deve nascondere, che deve essere assottigliato, anche se per poco, anche grazie a dialoghi senza “fini lucrosi”.

Io, nelle chat, non cerco sesso eppure le frequento con passione. Ci ho incontrato tanta brava gente, ma anche malati di felicità, perversi del sesso, donne stanche della vita, umiliate dalle mancanze di attenzioni, costrette a cercare una evasione… ma tutti quanti quei nick che mi hanno  entusiasmato, hanno sempre saputo dimostrare che dietro ad una parola letta su un monitor, esiste un’anima che l’ha concepita; e tanto basta per riservargli IL MASSIMO RISPETTO POSSIBILE, condividendo ed accettando e non solo.. criticando!

 

Per restare indimenticabili nella mente e nel cuore di chi incontriamo per caso, fosse anche in una chat, c’è bisogno di trattarlo con assoluto rispetto e riguardo.

 

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- RIFLESSIONI IN PUNTA DI CUORE - pensieri a ruota libera di Gianfranco Iovino
 

 

 

 
 
 
 

 

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MALEDETTE CH@T!!!

molto felici

non ritornano più!

è bello sentirti

l'uragano DONNA

oggi sarò LEGGERO

sessualizzati

... smettila!!!

mettere in gioco il cuore

quel primo appuntamento

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volevo dirti che... MI MANCHI

non siamo esenti da colpe

... bustine d'amore

non ci credo ma... li leggo

TRADIRE... un bisogno d'amare?

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gelosia in amore

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