maledetto nemico ALCOL

 

La settimana scorsa non ho scritto nulla in rispetto di un caro amico d’infanzia che non c’è più accanto a noi. Parlo di un ricordo ancora vivo in me, che mi abita il cuore e spesso mi riporta alla mente quel sorriso luminoso che era sempre bello da incontrare, per il gusto di scambiarsi due parole e lasciarsi ammaliare da quella voglia “esagerata” che aveva il mio amico di… vivere.

Purtroppo quel sorriso non lo vedremo più, se non puntando gli occhi al cielo.

L’alcool se l’è portato via a Massimo.

Una serata trascorsa con amici, quattro salti in discoteca, il cornetto caldo alle 3.00 del mattino e poi in macchina per far ritorno a casa…

E lì, tra una curva e l’altra, l’incredibile schianto, la carrozzeria di una macchina che si fa a pezzi su di te, le lamiere che ti perforano la pelle e quegli occhi costretti a tenere chiusi dal dolore, mentre una luce intensa ti porta via per sempre.

 

Tutto nella normalità di una cronaca che continuiamo a subire ogni fine settimana, dove vite di giovani ragazzi si lasciano spezzare dalla velocità, dagli allucinogeni, le droghe e l’alcool. Tutto tremendamente assurdo!!!

Ma quando poi succede che la vita del tuo migliore amico viene stroncata da chi dall’altra corsia ha esagerato con l’alcool e nell’incoscienza di una mente confusa non si è reso conto che quella curva andava presa più stretta, a minore velocità e che in quell’incredibile botto ha spento la vita di un ragazzo ASTEMIO… la rabbia diventa cocente ed allora è preferibile restare in silenzio per un po’.

 

Non voglio colpevolizzare o scrivere inutili parole, ma permettetemi di riportarvi una di quelle confessioni, che vanno molto di questi tempi in e-mail, di un ragazzo al suo ultimo sospiro, dopo un incidente automobilistico mortale.

Se ci avete fatto caso, ultimamente, la nostra posta è invasa da mail che denunciano sequestri di bambine, stipendi esagerati ai ministri e messaggi da leggere fino alla fine per meritarsi una sorprendente ed inaspettata ricchezza o felicità.

Come in ogni cosa… stiamo abusando troppo di questo strumento e della strumentalizzazione che produce negli esaltati o nei “missionari delle buone mail”.

Ma, per una volta, ne prendo una in prestito anche io, che non ricordo nei particolari, e proverò ad inventare, lasciando intatto solo il senso di quel messaggio.

Mi scuseranno l’amica che mi ha girato la mail e quanti conoscono la versione ufficiale di… questa struggente confessione.

Io ci provo a modo mio, immaginando una lettera, che MAI sarà spedita.

 

 

Ciao Mamma, scusa se questa notte non sono rientrato a casa. Purtroppo abbiamo fatto un po’ tardi. Sai, gli amici vorrebbero che non finisse mai il Sabato sera ed ogni occasione è buona per restare ancora un po’ fuori, sotto alle stelle. Questa notte poi, ce ne erano davvero tante di stelle. Alcune lucenti da sembrare di poterle toccare. Chissà se è vero che le stelle non sono altro che dei buchi da cui filtra la luce bianca dell’immenso.

Mamma non devi sentirti preoccupata per me. Lo sai che sono un bravo figlio.

Ho fumato, è vero, ma senza esagerare. E l’alcool, quello proprio, no! Non mi va’ di berne troppo, mentre la musica ti perfora il cervello, e poi esci dalla discoteca tutto rintronato e alla prima curva… rischi di farti del male e farne a qualcuno di innocente, con la sola colpa di trovarsi lì.. proprio in mezzo a quel botto tremendo!

No, mamma. Io non voglio mai che soffri per me. Io sono bravo, perché tu così mi hai insegnato. Apprezzo la vita, la difendo e non mi sento frustrato o perso in mezzo a gente distratta. No! Io non mi dò via. Io non permetto di farmi del male e la droga sta’ lontano da me… l’alcool sta’ lontano da me…  la morte sta’ lontana da me.

Scusa mamma se ancora non sono rientrato.

Ti immagino preoccupata, ma sii forte. La vita è questa… non sempre riusciamo a gestirla come vorremmo.

Ti verranno a bussare alla porta o ti cercheranno al cellulare… tu sii forte mamma, la vita continua.

Ti diranno che è stata colpa del buio, della strada bagnata… o dell’alcool… Ma tu non credergli mamma. Non è nulla di tutto questo. Non è colpa di nessuno. Nessuno ha sbagliato di noi.

Eravamo lì, pronti per tornare a casa. Ci siamo salutati con la solita compagnia di amici e ci siamo messi in viaggio. Lo so che la strada era bagnata, ma…Marco guida bene ed è stato bravo a tenersi concentrato sulla strada, anche se aveva sonno.

Lui è un bravo pilota Mamma… e lo sarà anche in Paradiso.

Mamma non piangere adesso che ti stanno portando da me. Io non sono più quel corpo che vedi per terra, senza più vita e pieno di sangue e lamiere su me.

Non piangere mamma… io ti guardo dall’alto. Ti guardo da sopra, lo sai?

Ti chiederai com’è successo. Domanderai a chiunque ti soccorrerà come sia stato possibile… Ma, nessuno saprà usare parole per rincuorarti, perché una mamma non dovrebbe mai vedere suo figlio morto sul cemento.

Non è colpa mia mamma se dall’altra parte della strada c’era un ragazzo come me, che non era bravo come Marco al volante. Non è colpa mia se lui quella sera si è ubriacato e poi si è messo in macchina a rischiare la vita… e distruggere la mia.

Non è colpa sua, se dopo quella curva non ha saputo frenare, gli occhi gli si sono appannati e si è visto la faccia di Marco e la mia proprio davanti al suo parabrezza.

Mamma… non è colpa nostra se siamo morti stamattina.

Non è colpa di nessuno ma tu, mamma… non piangere che ti guardo da qui.

 

Mamma…un’ultima cosa, ora lo so per certo: le stelle sono davvero dei fori da cui si infila la luce dell’IMMENSO… perché io sono qui e ti guardo che piangi.

Tuo figlio Massimo.

 

 

  

 

perché affogare la vita in un bicchiere? 

perché affondarla in un dolore?

perché distruggerla in un botto lungo meno di un secondo?

 

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- RIFLESSIONI IN PUNTA DI CUORE - pensieri a ruota libera di Gianfranco Iovino
 

 

 

 
 
 

 
 

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