Purtroppo quel
sorriso non lo vedremo più, se non puntando gli
occhi al cielo.
L’alcool se l’è
portato via a Massimo.
Una serata trascorsa
con amici, quattro salti in discoteca, il cornetto
caldo alle 3.00 del mattino e poi in macchina per
far ritorno a casa…
E lì, tra una curva
e l’altra, l’incredibile schianto, la carrozzeria di
una macchina che si fa a pezzi su di te, le lamiere
che ti perforano la pelle e quegli occhi costretti a
tenere chiusi dal dolore, mentre una luce intensa ti
porta via per sempre.
Tutto nella
normalità di una cronaca che continuiamo a subire
ogni fine settimana, dove vite di giovani ragazzi si
lasciano spezzare dalla velocità, dagli
allucinogeni, le droghe e l’alcool. Tutto
tremendamente assurdo!!!
Ma quando poi
succede che la vita del tuo migliore amico viene
stroncata da chi dall’altra corsia ha esagerato con
l’alcool e nell’incoscienza di una mente confusa non
si è reso conto che quella curva andava presa più
stretta, a minore velocità e che in quell’incredibile
botto ha spento la vita di un ragazzo ASTEMIO… la
rabbia diventa cocente ed allora è preferibile
restare in silenzio per un po’.
Non voglio
colpevolizzare o scrivere inutili parole, ma
permettetemi di riportarvi una di quelle
confessioni, che vanno molto di questi tempi in
e-mail, di un ragazzo al suo ultimo sospiro, dopo un
incidente automobilistico mortale.
Se ci avete fatto
caso, ultimamente, la nostra posta è invasa da mail
che denunciano sequestri di bambine, stipendi
esagerati ai ministri e messaggi da leggere fino
alla fine per meritarsi una sorprendente ed
inaspettata ricchezza o felicità.
Come in ogni cosa…
stiamo abusando troppo di questo strumento e della
strumentalizzazione che produce negli esaltati o nei
“missionari delle buone mail”.
Ma, per una volta,
ne prendo una in prestito anche io, che non ricordo
nei particolari, e proverò ad inventare, lasciando
intatto solo il senso di quel messaggio.
Mi scuseranno
l’amica che mi ha girato la mail e quanti conoscono
la versione ufficiale di… questa struggente
confessione.
Io ci provo a modo
mio, immaginando una lettera, che MAI sarà spedita.
Mamma non devi
sentirti preoccupata per me. Lo sai che sono un
bravo figlio.
Ho fumato, è
vero, ma senza esagerare. E l’alcool, quello
proprio, no! Non mi va’ di berne troppo, mentre la
musica ti perfora il cervello, e poi esci dalla
discoteca tutto rintronato e alla prima curva…
rischi di farti del male e farne a qualcuno di
innocente, con la sola colpa di trovarsi lì..
proprio in mezzo a quel botto tremendo!
No, mamma. Io non
voglio mai che soffri per me. Io sono bravo, perché
tu così mi hai insegnato. Apprezzo la vita, la
difendo e non mi sento frustrato o perso in mezzo a
gente distratta. No! Io non mi dò via. Io non
permetto di farmi del male e la droga sta’ lontano
da me… l’alcool sta’ lontano da me… la morte sta’
lontana da me.
Scusa mamma se
ancora non sono rientrato.
Ti immagino
preoccupata, ma sii forte. La vita è questa… non
sempre riusciamo a gestirla come vorremmo.
Ti verranno a
bussare alla porta o ti cercheranno al cellulare… tu
sii forte mamma, la vita continua.
Ti diranno che è
stata colpa del buio, della strada bagnata… o
dell’alcool… Ma tu non credergli mamma. Non è nulla
di tutto questo. Non è colpa di nessuno. Nessuno ha
sbagliato di noi.
Eravamo lì,
pronti per tornare a casa. Ci siamo salutati con la
solita compagnia di amici e ci siamo messi in
viaggio. Lo so che la strada era bagnata, ma…Marco
guida bene ed è stato bravo a tenersi concentrato
sulla strada, anche se aveva sonno.
Lui è un bravo
pilota Mamma… e lo sarà anche in Paradiso.
Mamma non
piangere adesso che ti stanno portando da me. Io non
sono più quel corpo che vedi per terra, senza più
vita e pieno di sangue e lamiere su me.
Non piangere
mamma… io ti guardo dall’alto. Ti guardo da sopra,
lo sai?
Ti chiederai
com’è successo. Domanderai a chiunque ti soccorrerà
come sia stato possibile… Ma, nessuno saprà usare
parole per rincuorarti, perché una mamma non
dovrebbe mai vedere suo figlio morto sul cemento.
Non è colpa mia
mamma se dall’altra parte della strada c’era un
ragazzo come me, che non era bravo come Marco al
volante. Non è colpa mia se lui quella sera si è
ubriacato e poi si è messo in macchina a rischiare
la vita… e distruggere la mia.
Non è colpa sua,
se dopo quella curva non ha saputo frenare, gli
occhi gli si sono appannati e si è visto la faccia
di Marco e la mia proprio davanti al suo parabrezza.
Mamma… non è
colpa nostra se siamo morti stamattina.
Non è colpa di
nessuno ma tu, mamma… non piangere che ti guardo da
qui.
Mamma…un’ultima
cosa, ora lo so per certo: le stelle sono davvero
dei fori da cui si infila la luce dell’IMMENSO…
perché io sono qui e ti guardo che piangi.