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quel primo appuntamento |
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 Pochi editoriali
fa’ si è trattato del “fascino” che provoca il “mi
manchi”, denunciato senza riguardi e vergogna,
alla persona che segna il passo alle nostre
nostalgie, soprattutto se stiamo parlando di un
“pezzo della nostra storia”, di cui nutriamo
un’incredibile malinconia.
Ed oggi, volendomi
ancora soffermare sulla grandiosità degli eventi
inaspettati, mi piace considerare la seduzione che
raccoglie in sé “un appuntamento!”. Uno di quelli
particolari, agognati da tanto, troppo, tempo,
sospirati per una vita intera, che ci han fatto
struggere e disperare, prima che diventasse “sì”.
Non credo che, tra
quelli che mi leggono, ci sia qualcuno che non sia
stato protagonista di un simile evento, almeno per
una volta nella vita. Chi non ricorda il nodo alla
gola che precede gli istanti prima di quella stretta
di mano, del bacio poggiato leggero sulle guance, o
della forte stretta a braccia aperte?
Dio… che emozione!
Vero?
Quanti di voi hanno
vissuto il famoso primo appuntamento animandolo, per
una giornata intera, di inquietudini, sussulti,
patemi ed incredibili emozioni? Ore intere, assenti
dal frastuono della vita che ci gira intorno,
concentrati solo su quel pensiero fisso! Non fare
altro che concentrarsi su quel evento, per poi, nel
bel mezzo di una crisi di frenesia, imporsi
regolatezza e raziocinio. Decidere di accantonare
quella tribolazione e ritornare a vivere la
normalità della vita, ma… dura poco!
Al primo fissare
silenzioso di una parete, o il lancio distratto
dello sguardo su un paesaggio inespressivo, ecco che
ritorna prepotente quella fissazione. Incominci,
nuovamente, a chiederti come sia più giusto vestirsi
per far colpo sicuro su di lei. Cosa proporre, dove
trascorrere la serata, come comportarsi se la voglia
di stringerla a te ti svuota il fiato nei polmoni…
insomma, un tormento UNICO!
E’ vero? O è
capitato soltanto a me di vivere in balia di un
simile scuotimento per ritrovarsi sballottati il
cuore… nella tormenta?
Fra gli incontri
più coinvolgenti, il piedistallo deve essere
occupato, da quelli “al buio”, diciamo così.
Quelli senza dati certi ed inconfutabili, che
possono addirittura sconvolgere, tanto sono diversi
da come ce li siamo immaginati. Ricordo le tante
lettere spedite al sito, che raccontavano di
delusioni ed imbarazzi, a ritrovarsi di fronte,
volti ed aspetti completamente diversi da come si
erano descritti in una chat o per telefono.
Addirittura, mi piace rievocare un episodio,
capitato ad un’amica di Napoli, che mi raccontava di
una lunga frequentazione telefonica, nata dalla
combinazione di un sms giunto per errore. Giorni e
settimane a raccontarsi dei propri sogni, delle
aspettative e le speranze da associare al domani e
poi… l’incontro, in una stazione, dinanzi al casello
di un autostrada o chissà in quale piazza.
Ritrovarsi con il fiato appesantito dall’emozione e
la paura di deludere, perché sai di non essere bella
come lui ti immagina e poi… eccolo lì; tutt’altra
cosa! Che delusione!!!!
Vi raccontavo di
questa amica che, preparata ad un incontro
spettacolare, saputole abilmente confezionare dal
destino o la fatalità, aveva appiccicato tutti i
sogni ad un filo invisibile che… si è spezzato nel
momento esatto in cui si è ritrovato il suo
Lancillotto completamente diverso da quello che
vagheggiava il cuore e i suoi pensieri; l’antieroe
di chi ci si aspettava ti stesse ad aspettare.
Una delusione,
tanto cocente quanto irriguardosa, da privarle ogni
reazione, da imbambolarla dalla scontentezza e non
permetterle di fuggire, perché non avrebbe saputo
giustificare quella urgenza di scappare via da…
quello sconforto.
Rimanere lì,
costretta dalla circostanza, ad animare quel
incontro, figlio malsano di un sogno, diventato
incubo e completamente diverso da quanto aveva
fantasticato il suo cuore.
( giusto
per completare il racconto dell’amica delusa, vi
dirò che il Marcantonio che si era lasciato
immaginare nei due mesi di frequentazione telefonica
era, nella realtà, un uomo anzianotto, molto più di
lei,… con famiglia alle spalle e poco fascino
nell’aspetto fisico e nei progetti da poter
prospettare)
Va be’... può
capitare anche questo, no? Ma a me, piace immaginare
il lato più sorprendente degli appuntamenti. Quello
romantico, vissuto a lume di candela o a due passi
dal mare. Quello che, abilmente costruito dalla
fatalità, ti mette a disposizione circostanze
inevitabili, che ti spingono ad andare oltre una
semplice frequentazione occasionale. Ed io ricordo
bene, ai miei primi appuntamenti d’amore, quanto
fremito incandescente smuovesse il sangue nelle
vene.
Ma poi, quanti di
questi straordinari incontri sono riusciti a
resistere al tempo? Quanti di questi eventi, oggi
non sono altro che triste e malinconico ricordo,
sbiadito dal tempo e dall’inaccettabile sconfitta,
per non essere riusciti a riproporsi ancora come
allora, o ancora in maniera più sorprendente e
affascinante?
Tutti quelli a cui
ho riservato le mie più genuine emozioni, finite poi
nel dimenticatoio della mente, fra le stanze dei
ricordi che fan fatica a lasciarsi ravvivare, non
posso commemorarli come appuntamenti straordinari,
ma… solo occasioni perse di sentirsi meno soli e
malinconici!
Certo che, sarebbe
davvero bello, quando ci troviamo a dover
fronteggiare crisi d’amore, soffermarci a ricordarsi
dei primi appuntamenti, respirando un po’ di quei
fremiti, che saprebbero addolcirci e difendere…
piuttosto che attaccare. Ricordarsi del primo bacio,
della prima stretta, della prima volta che ci si è
scambiati pelle e sogni… della prima volta che si è
dichiarato il proprio amore, con gli occhi inumiditi
dalla commozione e la promessa che… sarebbe stato
“per sempre”.
Forse potrebbe
funzionare e servire ad essere meno istintivi, con
il rischio di commettere imprudenze irreparabili.
Perché troppo spesso l’ira, la cattiveria e la
rabbia, ci fanno parlare d’impulso e non di
coscienza, determinando sfracelli irrecuperabili. E
proprio in quei momenti, in cui le parole vengon
fuori come lava dalla bocca di un vulcano, rischiamo
il tracollo se, dall’altra parte, c’è un cuore
desolato che, proprio come noi, non sa più difendere
il ricordo dei momenti bellissimi ed unici, vissuti
per costruire quell’unione perfetta di mente e
cuore.
Se ci lasciamo
animare il fiato solo dalla voglia di gridare il
nostro dissenso, senza considerare quanto mettiamo a
repentaglio, non c’è via di scampo… siamo fuori
gioco! Ed allora, meglio lasciarle taciute quelle
verità, piuttosto che gridarle, senza ritegno, solo
perché crediamo che ci è stato rubato tutto: sogni,
desideri, aspettative e felicità!
Amiamo trasformarci
in vittime perché piace difendere le nostre
impulsività, riassumendo la fine di una storia
importante con un laconico: “è stata lei ad andare
via!”
Ma, se in quei
momenti chiudessimo per un istante gli occhi, così
da fare buio dentro noi, riportando calma e quiete
fra i pensieri agitati, e ci concentrassimo a
rivivere quel primo straordinario incontro, forse,
salveremmo le sorti di tanti amori, lasciati morire
fra urla e disperazioni, per l’assurda convinzione
che… non c’è più nulla da salvare e ricordare!
A tutti quanti voi,
in questo fine settimana che ci hanno annunciato più
fresco, auguro tanti nuovi e sorprendenti
APPUNTAMENTI... da vivere con intensità e ricordare
per sempre!
Ruberò stelle
le metterò ai tuoi
piedi
... ... ...
Per me parlerà il
cuore
descriverà il suo
amore per te
... ... ...
Sarai emozione
unica
che stringerò sul
petto fino a diventare battito dentro me
... ... ...
Sarai ricordo
magico
che conserverò...
… per sempre!
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- RIFLESSIONI IN PUNTA DI CUORE - pensieri a
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