Chi di voi non ha
qualche sogno, aspettativa o desiderio stipato nelle
stanze del cuore, da alimentare con tanta buona
speranza in maniera quasi quotidiana?
E quanta impazienza
e intolleranza per tutte quelle attese vane;
promesse disattese o… risposte che tardano a
rassicurarci?
Io, da parte mia, ho
una vera e propria collezione di desideri e
aspettative che, a metterli uno dietro l’altro
colmerei distanze lunghissime, e non certo perché mi
sento frustrato, insoddisfatto o perennemente
insaziabile e incontentabile.
Credo che tutti noi
abbiamo il diritto di portarci dentro dei desideri e
delle ambizioni che meritano rispetto e riguardo,
anche se troppo spesso siamo obbligati a mantenerli
segregati e segreti dentro di noi, perché sono
difficili da raccontare, da condividere… da
trasmettere.
A quanti di voi è
capitato di trovarsi di fronte affermazioni del
tipo: “ancora che credi ai sogni?”; “ma
ancora non ti arrendi?”; “ma la smetti di
credere alle favole?”… e noi lì, a far buon viso
al cattivo gioco e buttar giù un altro tozzo di
amarezza per non essere compresi neppure dall’amico
fidato, dal familiare, dal proprio compagno.. e non
riuscire a strabiliare e sconfessare tutti potendo
urlare: CI SONO RIUSCITO, perché ci ho creduto fino
in fondo al mio sogno di una vita.
Avete mai
considerato quante aspettative sono ammassate nelle
nostre ambizioni personali? Con quanta normalità,
ogni giorno, alimentiamo le nostre smanie di
speranze e aspettative? Quanta attesa c’è insaccata
nei mille desideri nostri e quanta speranza ci
mantiene vivo l’entusiasmo anche dinanzi a quel
maledettissimo e insopportabile ritardo? E’ inutile
negarlo, tutti noi dinanzi a frasi del tipo “ti
farò sapere qualcosa”,… alziamo gli occhi al
cielo o li chiudiamo completamente, per fare buio
dentro di noi, e concentrare un po’ di fiato e di
fiducia attorno a quella promessa vitale!
Parlo di desideri
nel lavoro, nei progetti, nelle ambizioni…
nell’amore.
Soprattutto
all’amore: il più cinico fra i desideri da riuscire
a sopportare dentro di noi. Quanto ci pesa quel
dover attendere, comprendere, provare ad rincorrere
quel sogno, così difficile da afferrare?
Ho letto di uomini e
donne che dietro ad una promessa d’amore, e la sua
relativa aspettativa, sono da una vita ad
aspettare quel commento, quel riscontro, quella
conferma.
Quelli rappresentano
la parte più insaziabile dei sognatori, che muovono
la propria esistenza attorno all’ambizione e sono,
fin anche, capaci di annullare tutto il resto, di
non cercare null’altro, di non riuscire a vedere
oltre… di non saper desistere e mirare a qualcosa di
migliore, diverso o similare a quel sogno, mantenuto
protetto e al riparo da tutto e tutti dentro alla
mente e al cuore.
Ed è lì che, se il
sogno continua a restare vano e disatteso, subentra
la sfiducia e la rassegnazione in noi. L’entusiasmo
iniziale si trasforma in frustrazione e… quel
sorriso di speranza si veste di tristezza e
solitudine.
Se considerassimo
di più quel danno che arrechiamo, soprattutto quando
siamo noi a dover fornire risposte dalle quali
fuggiamo, pur sapendo di essere depositari di ambite
speranze, forse saremmo più onesti con noi stressi e
con quanti su noi hanno investito parte dei loro
GRANDI ENTUSIASMI… prossimi a trasformarsi, per
colpa di quel perenne silenzioso vuoto d’attesa… in
TREMENDE DELUSIONI VITALI!
La Pazienza ci rende
Santi… ma la vera virtù e il saper insistere e non
demordere MAI.