sballiamo l'NFG?


 

L’editoriale di oggi mi piace argomentarlo di una discussione che incuriosirà anche voi.

Ha fatto “notizia” la ricerca dell’università di Pavia che sembra abbia scoperto che una sostanza presente nel sangue (l’Ngf), sarebbe responsabile del turbinio emotivo tipico del colpo di fulmine, con tutti i sintomi che lo accompagnano (mani sudate o fredde, crampi allo stomaco e via dicendo).

Durante le prime fasi di un nuovo innamoramento questa sostanza raggiunge valori altissimi ed è il vero protagonista che alimenta e muove ogni nostra azione.

Il dato meno piacevole che viene fuori da questa ricerca, però, è che questa sostanza viene ad essere completamente assorbita dall’organismo (ritornando nella normalità dei suoi valori standard) dopo circa un anno.

Come dire: l’amore straordinario e passionale tra due innamorati dura giusto 1 anno… soli 365 giorni e poi tutto torna nella normalità di un rapporto d’amore fatto di attenzioni, affetto, premure fino a diventare necessità e… indispensabile abitudine irrinunciabile).

 

E’ un po’ svilente la cosa, ma… sembra che sia proprio così.

Quanti di noi si son ritrovati catapultati al centro esatto di irrefrenabili scuotimenti della mente e del cuore, proiettati all’unisono su quell’amore nascituro, per regalare emozioni uniche, senza sapere perché poi tutto si debba, irrimediabilmente, appiattire.

Quante pazzie si riescono a compiere in quel breve arco temporale (riferendomi ai 365 giorni di valori sballati dell’NGF) che poi vengono ricordati come nostalgiche “follie giovanili”.

E… non ditemi che non è cosi.

In quella fase iniziale saremmo disposti a scalare montagne ed attraversare oceani, anche per un solo bacio da depositare sul viso della nostra amata e dimostrarle che NULLA ci può fermare, perché siamo mossi dall’amore e da... l’NGF!

 

Li ricordate anche voi i primi 365 giorni di ogni nuovo amore, vero?

Che magia! (lo sguardo imbambolato; i pensieri dirottati solo su quella unica ragione di vita; il desiderio di chiedersi di continuo cosa farà in questo preciso istante l’altra parte del cuore; il non voler mangiare, il restare sempre in perfetta forma con il proprio corpo e doversi vestirsi con abiti sempre nuovi e diversi?)

Non c’è null’altro di spettacolare al mondo del nostro GRANDE AMORE da coltivare e conquistare ogni giorno di più.

Ma poi?... poi passa il tempo.

Le passioni si affievoliscono e tutto sembra rientrare nella norma.

Tutto si rimodella nella tranquillità di valori non più SBALLATI, e ci troviamo a dover combattere altri mali invisibili, molto più cruenti e difficili da scacciar lontano dalla mente quali l’assuefazione, l’abitudinarietà e, spesso, la tristezza malinconica di rimpiangere… QUEI TEMPI ANTICHI in cui eravamo davvero gli eroi incontrastati del nostro STRAORDINARIO AMORE alle prime armi.

 

Ritornando alla ricerca universitaria, la squadra di scienziati non sanno spiegarci come si possa provare ad immunizzarsi da questo calo inevitabile di valori e, tanto meno, ci fornisce stratagemmi o antidoti che ci consentano di mantenere il più a lungo possibile ALTO il VALORE PASSIONALE.

Posso capirli! La scienza è preposta ad analizzare singoli eventi materiali, fornendo per essi delle risposte certe. L’amore, chissà il perché, in fondo viene ancora visto come un valore soggettivo, che non è possibile analizzare in maniera scientifica per darne una risposta inequivocabile.

L’amore… chissà se riusciremo mai un giorno a sapere ogni segreto di questo straordinario propulsore della vita.

Ci sarà, prima o poi, qualche folle scienziato che saprà dare un luogo certo ed una medicina infallibile per non soffrire più le pene di questo sentimento astratto, e in quanto tale, senza spazio e dimora dentro alla quale fermarlo per un istante e provare ad analizzarlo in laboratorio.

Fino ad allora tocca lasciarci andare e convincersi che non c’è nessuna medicina che sappia correggerne i suoi errori e neppure un farmaco che lo faccia apparire ogni volta che lo desideriamo.

 

Proviamo a concludere?

Che la passionalità irrefrenabile dopo 1 anno intero abbia un’inevitabile calo credo sia anche normale (come del resto accade per ogni processo della vita) ma un rimedio, per fare in modo che non ci si debba ricordare di quel tempo andato con un viso malinconico, c’è, secondo me!

Bisognerebbe adottare un po’ di buona e salutare sapienza nel continuare a cercarsi, sfidarsi, e provare a meravigliarsi sempre di più. Bisognerebbe affrontare con impeto e caparbietà quella “crisi di entusiasmi”, fin dai primi segnali di scontentezza. Provare a ravvivare quel rapporto amoroso con nuove genialità. Sposare delle nuove abitudini da condividere assieme, che consentano di mantenere sempre accesa la fiamma della passionalità e nutrano di NUOVO il desiderio dell’imprevedibilità.

Bisogna imparare a conquistarsi giorno dopo giorno, e mantenere a livelli altissimi quella desiderabilità, con la consapevolezza di sapersi non vittime di un VALORE sanguigno, destinato a rientrare nella normalità, ma bravi scienziati provetti, che di quell’essenza ne hanno clonato il ricordo e la felicità del momento, e stanno cercando di riviverla a piccoli sorsi con la semplicità di un sorriso, di un improvvisa richiesta di fare l’amore sotto alle stelle (proprio come ai primi tempi) e… di sapersi ancora capaci di PAZZIE per quell’amore che resta FOLLE, IMMENSO e SPETTACOLARE proprio come al primo giorno.

 

“Conquistare” vuole dire “raggiungere”.

Ma il difficile nella vita resterà sempre il “confermare”.

 

 

Ma noi possiamo sostituirci all’NGF, e provare a mantenere alto il VALORE  della desiderabilità, la passione e la romanticheria geniale ed imprevedibile, con il sostegno della complicità, del rispetto e del bisogno di dirsi più spesso, anche dopo anni interi di vita coniugale vissuta assieme.

Un suggerimento? Scontato, ma incredibile propulsore di emozioni e pazzie che racchiudere il regalarsi un inaspettato ed emozionante … TI AMO come al primo giorno!

 

 

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