Non è esasperazione
o vittimismo il mio, e tanto meno difesa della
categoria, ma sono certo che questa mia
elucubrazione, che vuole un giorno i “figli” gestiti
direttamente da un laboratorio, non sia così
impossibile da realizzare. Sono convinto che, prima
o poi, ci sarà quell’illustre “scienziato pazzo” che
convocherà un bel gruppo di giornalisti e
comunicherà al mondo orgoglioso che… <<E’
stato creato il primo spermatozoo da laboratorio>>
Che si traduce,
inevitabilmente, nello scontato cartello da
appiccicare sulle spalle di noi maschi: “caro
uomo… non servi più neanche a fare figli”.
Beh, scherzi (o
esasperazioni) a parte, mi auguro davvero che il
mondo sia ancora un posto tranquillo, dove la
genuinità e l’originalità sono fattori discriminanti
e fantasiosi di cui possiamo e dobbiamo SEMPRE
disporre.
L’idea di
programmare tutto al computer (o al microscopio) può
solo farci diventare MACCHINE PERFETTE… senza
difetti e senza cuore.
Ma… non volevo
parlarvi di questo oggi, ma di un evento che mi ha
lasciato tanto riflettere. E’ capitato poche sere fa
che c’è stato un black-out energetico di poco più di
un’ora che ha mandato in tilt mezza città.
Solo 60 minuti di
mancanza di energia elettrica e si è scatenato il
“finimondo”, soprattutto tra noi… divoratori di
WATT, che ci siamo sentiti persi, inutili, annoiati,
scontenti… finiti!
Sembra che tutto
ciò che ci permetta di confrontarci col mondo sia
alimentato esclusivamente dalla corrente.
Non ci credete? …
Allora provate a immaginare cosa sarebbe un mondo
senza più energia elettrica: molto più romantico,
indubbiamente; ci farebbe riguadagnare valori
importanti come le cene silenziose o le serate a
leggere libri a lume di candela, ma… poi? Per tutto
il resto? Come si fa’?
Come si può vivere
senza… televisione, il cellulare, internet, un PC,
una luce che faccia compagnia nel cuore della notte,
una città senza più colori, luci e luminarie di
pubblicità?
Cosa sarebbe il
Natale senza le luci? Cosa sarebbe il domani? Cosa
saremmo noi?
Come si potrebbe
credere di… sopravvivere a tutto questo scurore
infelice?
Mentre sto
scrivendo queste cose, provo ad immaginare il
“dramma” che si vivrebbe nell’oscurità, e non è che
abbia tanti argomenti per rincuorarmi.
Non siamo preparati
ad affrontare questa tragedia e la sola idea di non
saper porre un rimedio ci fa’ stare ancora più male…
perché impotenti e NEL BUIO!
Un popolo… un
esercito… una città… il mondo… se non avesse acqua a
sufficienza e luce per alimentare le proprie
aspirazioni e felicità sarebbe spento, perso, vuoto…
finito in un niente.
Però, in mezzo a
questo scenario triste e buio, una cosa forse la
guadagneremmo: ci si starebbe di più in casa e si
riguadagnerebbe qualche valore assoluto e troppo
spesso lasciato in cantina, perché superato o
antichizzato da termini tipo: medioevale.
Pensate a stare
senza luce in casa: si potrebbe riuscire a parlare
senza dover competere con la televisione o le mille
altre elettriche distrazioni e… soprattutto,
potremmo fare tanti figli ed evitare che scienziati
e menti eccelse si scervellassero per regalarci… “notizie
straordinarie da laboratorio” che, anche se ce
le raccontano, mentre ovunque intorno a noi c’è LUCE
ed energia,… procurano tanto BUIO nel cuore.