Il dialogo è
aperto: il velo musulmano è un atto di fede od
una protesta? (è una necessità interiore e
intima od una difesa di idealismi politici,
religiosi e di origini?).
Non so cosa
rispondere. Figurarsi, poi, se da un sito che tratta
l’amore per la vita, quel è cuorinellatormenta,
ci possiamo permettere il lusso di analizzare
pensieri e considerazioni altrui e farcene una
nostra personale opinione pubblica. NO!
Una cosa sarà
sempre ben evidenziata nei miei editoriali è questa:
fuori la politica e la geografia socio-politica
dai miei scritti.
Non è codardia o
difficoltà, ma il problema e che da queste parti,
dove tira sempre il vento “della buona speranza”, ci
interessa di più un sorriso che una conquista di
nuovi appalti energetici, ed è questa la motivazione
che ci spinge a parlare del… VISO!
Sì! Vorrei parlare
di un “bel volto” che sa trasmettere serenità,
simpatia, affetto o… per difetto: rabbia, cattiveria
e un po’ di odio (che è sempre un derivato
dell’amore).
Parliamo della
nostra bella faccia? Che ci accompagna per una vita
intera e mai si lamenta di come la trattiamo?
Lei si adegua alla
nostra volontà, ai nostri stati emotivi e le nostre
volontà. Si trasforma con noi, si evolve a nostra
immagine e somiglianza, si modifica, si arricchisce
di nei e rughe ed invecchia, invecchia… insieme a
noi!
E’ l’unica che
abbiamo. Escludendo gli effetti miracolosi (ma
non troppo) regalataci dalla chirurgia plastica
estetica credo che, ognuno di noi, si lasci
accompagnare nella memoria degli altri, dal ricordo
del proprio viso, che si ha nostalgia di vedere,
quando ci manca da troppo; che vorremmo salutare con
un sorriso od un bacio, quando lo sentiamo
profondamente nostro; che sappiamo saperci regalare
certezze uniche, quando ci sentiamo stanchi e delusi
della vita od anche nervosismo, se appartiene a
qualcosa di doloroso, che non ci fa più piacere
ricordare o rivedere.
Comunque sia, la
nostra bella faccia è quella che ci presenta al
mondo, anche se ce ne restiamo in silenzio. Basta
una foto e… siamo già noi, con la nostra bella
faccia in mostra!
Ripeto non sto
girando attorno all’argomento dei “veli musulmani”
od i “burka esagerati” che imprigionano gli occhi.
Per quanto sia un argomento molto interessante, è
troppo mediatico in questo periodo e preferisco
evitare. Dirò solo che per me il “velo”
portarlo, come non usarlo, è un’assoluta libertà
personale che gestisce in piena autonomia una donna
che vive nell’occidente europeo. STOP!
Io mi sto
concentrando, esclusivamente, sul ricordo e sulla
sensazione che regala il riesumare un viso di
persona cara… quel bel faccione d’amico o di
fanciulla che… sa raccontare di sé e del suo
“padrone” con la semplice forza di un’espressione,
di un personalissimo sguardo… di un semplicissimo
rimanere a fissarti dritto negli occhi e… toglierti
il fiato dall’emozione.
Ecco di cosa voglio
parlare: di questa nostra “impronta facciale” che
tutti abbiamo fin dalla nascita e sa raccontare di
noi, meglio di ogni altra parola.
Ed in relazione a
quelle FACCE… rivolgere un pubblico tributo a quei
volti un po’ dimenticati, persi troppo facilmente di
vista o che non possiamo più avere accanto, per
colpa del tempo e dei suoi troppi tranelli.
State chiudendo gli
occhi con me? Vi siete concentrati su qualche
passaggio fondamentale della vita? Si? Allora…
eccoli lì.. i tanti volti persi per strada.
Amici d’infanzia,
amori non lasciati diventare GRANDI, i vicini di
banco o di finestra, di giochi… tutti lì; in bella
mostra a riordinare i tasselli della nostra storia.
Molti di loro
neppure li sappiamo figurare più. Abbiamo difficoltà
a riesumarli dalle caverne della mente. Ne abbiamo,
forse, uno sbiadito ricordo al punto tale che ci
serve una foto per smuovere i “neuroni”… ma se
l’avessimo quella foto, proprio adesso, a mostrarci
com’è diventato quel volto antico… sarebbe un bel
rievocare il passato. Che dite?
Io, per la verità,
non ho una grande memoria fotografica, ma se mi
imbambolo con gli occhi su un punto fisso del muro,
eccoli che tornano gli antichi volti, un po’ come
fantasmi, a disegnarmi sorrisi sulle labbra o
tristezze dentro agli occhi.
Tutti abbiamo visi
ai quali siamo legati che ci mettono nostalgia,
perché non sono più con noi.
Evito di affrontare
la sfera “amorosa” solo perché non si è mai compreso
bene il vero motivo per il quale, quando si parla
degli “amori finiti”, non si ha mai un bel ricordo
dentro.
Quanto più è finito
in maniera ingloriosa, tanto più nutriamo il bisogno
di cancellare ogni frammento dalla memoria, e
facciamo di tutto per raschiare a fondo dalle pareti
della mente ogni minimo residuo, ogni minimo
segnale… ogni antico viso, amato, baciato,
accarezzato, sognato e poi… non voluto più accanto.
Mi sono un po’
“allargato” con questo editoriali, non sapendo bene
dove andare a “parare” per completare la mia
riflessione ma, forse proprio come i visi a noi
cari, non bisogna cercare un motivo perché li
abbiamo persi di vista… ma domandarci il perché,
nonostante il tempo trascorso e la freneticità della
nostra vita, che ci divora il passato, ricordarli ci
intristisce e ci fa sentire un po’ più soli al
mondo.