Io, fortunatamente,
appartengo alla prima categoria: mi rassegno
all'idea che bisogna attendere ancora un
po' e poi, ringraziando il buon Dio, arriverà anche
il mio turno per le agognate ferie. Per intanto mi
limito a qualche bagno in piscina o al mare nei fine
settimana. Lasciando da parte i "giochi sulla
spiaggia" che per fisico e necessità non mi
riguardano... mi piace molto scrutare tra la gente.
Non è invadenza o sfrontatezza impicciona, ma un
piacere personale a frugare, furtivamente di
nascosto, atteggiamenti ed espressioni di chi mi
circonda.
Noto, con vero
piacere, che le donne si compiacciono (soprattutto
quelle sole) ad assolare il corpo in compagnia di
una bella lettura. Romanzi d'amore, thriller o
gialli mozzafiato, che ti bloccano sul lettino, in
una lettura trascinante e ti fanno dimenticare che
sei violentato dalla prepotenza di 40° all'ombra di
calore. E' bello vedere persone che si isolano
completamente dal chiasso che impera attorno, e si
arricchiscono la fantasia restando concentrati su
storie fantasiose, contenute nei ristretto spazio
di pagine stampate.
Più ne intravedo e
ne scruto i comportamenti e tanto più si fortificano
due dilemmi in me:
PRIMO:
perché non vedo mai uomini che leggono libri. Al
massimo ci si accanisce ad aggiornarsi sui fatti di
cronaca locale o sportiva.
SECONDO:
non ho mai visto una donna (e
ancor di più un maschio) intento nella
lettura di un libro di poesie.
Fateci caso (senza
esagerare... rischiate un impacciante sguardo
cattivo in risposta) a chi vi siede
accanto... si passa con facilità dalla lettura
svogliata di cronache rosa dei rotocalchi estivi ai
best seller a prezzi ridotti, ma di poesie, neppure
l'ombra. Ho provato a motivare la ragione di tanta
reticenza con la convinzione che sia sempre più
facile imbattersi in libri in offerta speciale,
proposti ovunque oramai, ma ciò non basta a
definirne una statistica certa. Ho chiesto aiuto ad
amiche grandi lettrici, che mi hanno sentenziato
che la poesia è troppo profonda e riflessiva e al
"sol leone" non ci si può essere cosi attenti. Sarà
vero? Ho il sospetto che la poesia, ai giorni
nostri, sia vista come una sorta di anfetamina od
antistaminico che va ingurgitato solo dinanzi
a desolazioni abissali del cuore. Come dire: una
possibile cura omeopatica da trattare solo se si
è ingabbiati fra le fitte trame di qualche
fallimentare sentimentalismo amoroso.
Quasi che le poesie
debbano trattare solo ed esclusivamente l'amore
fallito e, soprattutto, che i poeti siano sempre
perennemente dei depressi e tristi individui da...
ultima spiaggia; che parlano di amori finiti, persi,
non corrisposti o buoni solo da esumare in rime
scritte.
Non è cosi!
FORTUNATAMENTE!
Mi sono
entusiasmato il cuore nel leggere scritti poetici
di assoluta grandezza, che in ogni rima hanno
saputo raccontare l'essenza della vita, che procura
brividi intensi nell'anima se viene espressa con
passione e letta con dolcezza. Non mi riferisco alla
poesia d'amore, intesa come espressione del bello e
del sublime di un sentimento vitale, ma... di quella
per la vita. La descrizione attenta e profonda delle
cose della vita, difficili da comprendere se siamo
sempre immersi nella frenesia più
accelerata... l'agonia dell'acqua imprigionata in
una goccia di rugiada, il prepotente presentarsi di
un raggio di sole al suo sorgere mattutino od il
rumore della notte quando prende il posto al giorno
che va a riposare.
Di quel genere di
poesia non ho mai scorto traccia di tristezza
esasperata o tedia mestizia, ma solo magnificenze da
fare proprie, attingendone la grandezza a pieni
polmoni, per stiparle in fondo al cuore,
perché fanno bene ad essere ricordate nel tempo
futuro che verrà.
La poesia non deve
significare tristezza o rime da imparare a
memoria... non siamo a scuola e nessun professore
vorrà valutare la nostra preparazione. E' un bene
personale che deve restare tale ed immutabile nel
corso del tempo. La poesia è arte sublime che non è
esclusiva di chi la scrive, ma di chi la fa sua, a
modo proprio.
Il grande poeta
Giuseppe Ungaretti sosteneva che: "la
poesia è il mondo, l'umanità, la propria vita
fioriti nella parola; è limpida meraviglia di un
delirante fermento" perché nulla sa
regalare emozioni e fremiti più di uno scritto da
leggere in qualsiasi situazione ci si ritrovi.
Oppure, prendendo in prestito dogmi di grandezza
inconfutabili scritte dal Garcia Lorca mi piace
riportare il suo concetto, in cui sostiene che "la
Poesia è l'impossibile reso possibile. Arpa che
invece di corde ha cuori e fiamme".
Come fare a non
innamorarsi di queste tenerezze cosi assolute?
Dovremmo davvero
provare a riscoprire di più il senso contenuto ed
espresso attraverso una poesia. Cercare di farla
nostra, un po' come le canzoni, alle quali ci
affezioniamo perché sembra che, in determinati parti
del testo, raccontino proprio della nostra storia. E
proprio per come accade nelle canzoni, anche le
poesie parlano di noi, della nostra vita di tutti i
giorni e a noi si mostrano leggere, disponibili ad
essere attinte completamente.
Chiedono solo
spazio dentro alla mente per poter essere catturate
e mutate a nostra necessità. Qualsiasi idioma
poetato può diventare... il nostro assioma da
seguire.
E' bello sapere che
sia ancora lei, nobile decaduta, a farla da padrona
in un mondo che viaggia a folle velocità,
dimenticandosi che dentro al fruscio del vento, nel
mirare di un volo intrepido e libero dei gabbiani o
la tenerezza dipinta nel cielo da un arcobaleno
apparso nel bel centro di una tempesta... apre i
nostri cuori e ci rende noi stessi parte di quella
stessa poesia che è... la VITA!
Concludo
l'editoriale di questa settimana trascrivendovi una
poesia che ho sempre amato, perché è ricca, nella
sua brevità, di una immensa verità di vita. Ha la
peculiarità di spingere la ragione a credere che
tutto quanto passi attraverso noi e su di noi... nel
tempo non sarà dimenticato, perché appartiene alla
nostra esistenza e, in quanto tale, è parte della
nostra storia da amare. Sono sicuro, per come è
stata composta, possa esser presa in prestito
da tutti quanti voi e diventare la PROPRIA POESIA
prediletta.
Una sorta di dogma
della vita...