LO SGUARDO!
Quanti segnali
riusciamo ad indirizzare con la sola spinta di uno
sguardo, vero?
Minuti e taciturni
anagrammi dalla difficile risoluzione che risultano,
spesso, facilmente sconfessabili o… tremendamente
spontanei, veritieri e chiari!
A tutti capita di
incontrare sguardi ammalianti, maliziosi, pensierosi
o distaccati che rispecchiano, a modo proprio, la
condizione umorale per quella determinata
circostanza e ci aiutano a trovare parole o
comprendere il senso di uno sconforto od una gioia
racchiusa in quello stesso viso taciturno.
Lo confesso, mi
intriga molto, soprattutto di mattina, nel lento
incanalamento del traffico cittadino osservare,
discretamente, gli sguardi e le movenze delle donne.
Volteggi continui dei capelli da ammansire sotto la
spinta di un passaggio delle mani o il fumare
rallentato della prima sigaretta di giornata o il
chiacchierare senza fretta con la figlia o…
l’accorgersi di te che la stai fissando e le stai
intaccando parte di quella sua assoluta intimità,
che vuole resti riservata e privata.
Non mi imbarazza
lasciarmi scorgere indagatore di quegli occhi e di
quei loro gesti, tanto spontanei e spensierati,
perché mi consentono di soffermarmi a riflettere su
quanta forza è posseduta anche nel silenzio, dentro
il non ci si deve esprimere a parole ma con la
naturalezza di gesti e consuetudini, assolutamente
normali per chi li compie ma, estremamente,
affascinanti per chi li osserva.
Specchiarsi il
volto stanco ed ancora assonnato nello specchietto
retrovisore, ravvivarsi le labbra con un rossetto,
completare il trucco rimarcando i bordi delle
ciglia, fumare spensieratamente, strimpellare con le
dita il ritmo di una canzone o l’osservare il mondo
attorno senza nessuna fretta, sono belle scene di
vita da provare ad accaparrarsi, con fugaci e
furtive “guardate!”
Si dice che gli
occhi siano lo specchio dell’anima e che, per
riuscire a comprendere l’affascinante mondo delle
donne, c’è bisogno di frequentargli l’intimo
dell’anima, chiedendo accesso proprio dagli occhi.
Ma quante cose
passano attraverso uno sguardo?… si scambiano
messaggi e, spesso, la parola diventa superflua, se
non addirittura inadatte e inopportuna.
Lo sguardo tiene in
contatto costante due anime; le sincronizza e riesce
ad assemblarle in un tutt’uno, soprattutto quando si
è in assoluta intimità.
Ma qui nasce il
dilemma: perché cosi facilmente, quando facciamo
l’amore o ci scambiamo baci, abbiamo gli occhi
chiusi?
Questa condizione
non riguarda tutti, lo so, ma sono davvero in tanti
che preferiscono circondarsi del buio attorno,
durante lo scambio di pelle e gesti amorosi. Perché?
Vedere ed esser
guardati sono estensioni del sentire quando ci si
tocca, eppure questa ispezione, tanto difficile da
difendere, ci imbarazza delle volte e ci porta a
restare con gli occhi chiusi, serrati, quasi
avessimo bisogno di nasconderci da qualcuno che
indaga ed esplora la parte più vulnerabile di noi…
la tenerezza!
Credo che la
tenerezza sia racchiusa, ancora prima che nel cuore
o nelle gestualità, proprio nello sguardo.
Molti sostengono
che nel chiudere gli occhi ci si riesce a
concentrare meglio ed avere una percezione maggiore
del contatto instaurato mentre altri, di contro,
suppongono che il chiudere gli occhi è un gesto
istintivo, naturale che non deve preoccupare
minimamente ma… sono gli stessi che, dinanzi ad
accuse e rimproveri, preferiscono tenere basso lo
sguardo basso e… scappare via da occhi aperti,
spianati sulle loro bugie!
In amore uno
sguardo può racchiudere tutto il senso di un
innamoramento. Si modella e si lascia plasmare
dall’efficacia di quell’emozione, che non sempre si
riesce a tenere segregata nell’angustio spazio del
cuore. Spesso ha bisogno di esplodere ed esplorare…
ha bisogno di altro spazio e di lasciarsi guardare!
Ha bisogno di occhi
per parlare!
Occhi luccicanti
dall’emozione che rafforzano il bisogno di quella
presenza indispensabile per te, o bagnati da
pungenti lacrime di malinconia, che hanno bisogno di
dimostrare che di quell’amore, oramai lontano,
ancora non si è guariti, e la sua assenza è un
doloroso ricordo da tenere chiuso dentro sé, per
provare a sentire sempre meno la voce del dolore.
Gli occhi degli
innamorati li vedi luccicare da lontano, sembrano
furti di stelle. Si ritrovano a fantasticare i
giorni di domani e nei loro occhi si accende una
luce di felicità ed armonia, difficile da provare ad
abbuiare... perché quella luce parte dal cuore e
nessuno, oltre che i protagonisti di quelle
emozioni, hanno accesso in quella roccaforte
inespugnabile.
L’amore è
spettacolare anche per questo, perché non sempre ha
bisogno di elementi materiali per dimostrarsi; vive
anche di gesti e di silenzi. Ha bisogno di tutto e
niente: 1000 parole e di un silenzio; un contatto
assiduo e presente e un’assenza irrinunciabile; un
volto basso e cupo e uno sguardo sorridente,
lanciato al centro del cielo ad aspettare che il
vento spazzi via le nuvole e faccia ritornare il
sereno e l’arcobaleno tra i tuoi pensieri.
Forse è vero quando
si sostiene che il vero linguaggio dell’amore è lo
sguardo.
Un intendimento
assoluto e difficile da provare a nascondere, se la
luce di quella lucentezza parte proprio dall’anima
che, in perfetta sincronia cl cuore, vive di
quell’amore la luce di una grande speranza: VIVERE
GUARDANDO AVANTI!
Occhi azzurri come
il mare o verdi come la speranza; scuri come un
cielo senza luna o castani come abeti secolari…
occhi belli come l’anima… occhi lucidi d’amore!