Lo acquistate e lo
rifugiate fra le vostre cose quotidiane. Entro sera
bisogna assolutamente iniziare a leggerlo. Capirne
di più, e quanto più andiamo avanti… tanto più ci
rendiamo conto che si parla della nostra vita. E’ la
nostra storia!
Che stravaganza!
Che incredibile fantasia (la mia) a vaneggiare su
una simile improbabilità. Eppure, sarebbe
affascinante da vivere, non credete?
Cosi come, sono
certo di questo, sarebbero davvero in pochi che si
spingerebbero fino all’ultima pagina per conoscere
il proprio destino… il proprio domani… il “quello
che sarà di noi”.
Non è
predisposizione di tutti l’essere pronti ad
accogliere le rivelazioni del proprio futuro. Anzi,
è proprio questa imprevedibilità che ci spinge a
continuare, nella vita di tutti i giorni, a superare
gli ostacoli e vincere le sfide di sempre.
Ricordo un passo di
un grande teologo greco che a proposito del futuro
sosteneva che, se ad un ragazzo gli svelassimo il
futuro certo, di sicuro perderebbe la speranza.
Sono sicuro di
questo anche io.
Pensate a quale
vita si potrebbe interpretare conoscendo già il
finale di ogni avvenimento.
Diciamocela tutta:
non ci sarebbe più gusto. Tutto verrebbe,
miseramente, falsificato da quella necessità di
spingerci oltre a quelle certezze.
Sapremmo come andrà
a finire un colloquio, un incontro, un amore, un
lavoro, un progetto, un sospiro… fino ad arrivare
all’ultimo giorno di vita, già predetto e scritto,
che non ci farebbe per niente bene. Ne sono certo.
Allora? La domanda
che mi piace pormi è la seguente: quanti di noi
sarebbero pronti a conoscere il proprio futuro
certo?
Ipotizzo una
risposta: NESSUNO!
Anche tra i più
disperati, gli emarginati, i folli ed i malati
cronici non ci sono tanti disposti di sapersi
privati di ogni speranza che… qualcosa potrà
cambiare anche per loro, anche per i più
sconfortati.
Che gusto ci
sarebbe a conoscere già i finali delle storie
d’amore? Proprio l’amore, che è l’unico dei
sentimenti che non conosce regolatezza e certezze,
poi?
E adesso, non so il
perché, ma mi fa ridere pensare a quegli abili
venditori di futuro, che con l’artifizio di carte
magiche, sfere fatate e contatti diretti con
l’aldilà ci prevedono futuri pieni d’amore o di
possibili sofferenze.
Ma come si può
essere tanto ostinati a credere che davvero l’amore
possa essere un destino già segnato in un uomo?
Bene… ho scritto un
po' di cose, presumo di poco interesse da parte
vostra ma… mi concederete, una volta ogni 3 anni, di
essere meno filosofico, poco profondo e riflessivo e
perdermi tra congetture e stralunate ipotesi
fantasiose, come quella di trovarci in libreria con
il libro della nostra vita tra le mani.
Ma alla fine il
concetto è stato già espresso in passato, e presto
lo approfondiremo nuovamente, partendo da
un’angosciante domanda che inquieta e affascina al
tempo stesso: “del futuro ci spaventa la certezza
di una data o la paura di un finale?”
Adesso però, voglio
lasciarvi con un’ulteriore stravaganza da insaccare
tra i vostri pensieri perché mi piace anche esser
pungente ogni tanto, del tipo: ammesso che troviamo
questo libro che narra della nostra vita, se
potessimo scegliere almeno la copertina, come
vorremmo che fosse???
Buona lettura a tutti.