Gli rispondo oggi,
confermandogli che non ci sono ombrosità dentro di
me. Fondamentalmente affronto la vita sempre col
sorriso sulle labbra; disponibile a credere che
tutto, col tempo, si aggiusta. Ma, non posso negare
che un po' di preoccupazione mi assale, quando penso
che si sta perdendo, sempre più di vista, "il senso
della vita".
Bell'argomento
questo, vero? Vi siete mai chiesti qual è il senso
da associare alla propria vita? Bisognerebbe farne
un questionario a risposta multipla, dove ognuno di
noi è libero di raccontarci il “proprio senso della
vita” a cui aspira da sempre.
Ma quale potrebbe
essere “il senso della vita” da ricercare?
La felicità dei
propri pensieri? La serenità del proprio esistere?
La realizzazione dei propri desideri? Il restare
indimenticabile per quante più persone è
possibile?Amare e lasciarsi amare?Entrare nelle
grazie di DIO? Vivere alla giornata... ?
Come potete notare
sono davvero tante le risposte a cui potersi
rapportare, ma nessuna di esse riesce a racchiudere,
in modo assoluto, tutto il senso col quale dare
un... "motivo di esistenza alla propria vita”.
Io ci ho provato a
restare insensibile dinanzi a quanto mi è obbligato
di guardare. Ci ho provato, lo giuro, ma non è "roba
per me". Il mio cuore influenza troppo la mente, che
si lascia soggiogare e abbuiare dal desolamento che
affiora sempre più fitto, dinanzi alla continuazione
esasperata di tanta violenza. Annaspo, con grande
difficoltà, fra le possibili speranze e la volontà
di cambiamento, ma mi rendo conto che viviamo in
regime di piena autonomia. Oggi, il senso della vita
sembra concentrato nella soddisfazione del proprio
esistere, senza alcun bisogno di rapportarci ad
altri. Non c’è la disponibilità a confrontarsi e
provare a migliorare o... cambiare qualcosa di noi
stessi. Qualsiasi accenno di consiglio è, per
noi, già critica, da replicare aspramente per
svilire e ammutolire chi ci vorrebbe diversi, più
simili, più uguali… più fratelli fra noi.
Anche nell'amore,
per esempio, rincorriamo spesso il suo "senso più
assoluto", senza mai riuscire a capire fino a
dove ci si possa spingere a teorizzare soluzioni.
Siamo depistati da ripetuti cambi di
scena, coordinati delle influenze umorali
che viviamo dentro, in modo troppo volubile, in chi
ama o in chi è amato.
Non riusciamo a
restare allineati a delle saldezze, e ci è difficile
ipotizzare un assioma assoluto da destinare
all’amore, se bombardati da continue instabilità del
cuore e della mente. Ed è per questo che ci piace
credere che l'amore non trasforma gli uomini... ma
sono gli uomini a trasformare l'amore.
Nulla di più
sbagliato per me.
Continuo a pensare
che l'amore è come un fiume... che ci invade, ci
persuade e ci pervade, inondandoci il cuore della
sua indomita irruenza. Noi non possiamo fare
null'altro che restare a subirlo. Il nostro corpo
diventa il suo argine naturale. Dentro di noi si
manifesta e si adagia placidamente, perché sa bene
che noi non possiamo fare null'altro che... SUBIRLO.
E se è vero amore,
e non il frutto dei suoi tanti derivati, vedrete che
vi sconvolge l'esistenza e frantuma i capisaldi di
una intera esistenza.