Avete mai
riflettuto sulla particolarità di una foto? Di per
sé è solo un fotogramma che immortale un istante
infinitesimale. Eppure, non ci piace fotografare
momenti tristi o brutti. Quelli dobbiamo cancellarli
il più presto possibile, figurarsi se saremmo cosi
cinici da volerli renderli indimenticabili.
Fotografiamo solo
squarci di vita piacevole del nostro tempo migliore
andato...
IL TEMPO: questo
abile giocoliere dei nostri domani, che muove tutto
intorno a noi.
Che bello sarebbe
potersi procurare un po' di quella patina
antinvecchiamento, da spargere sui nostri giorni
futuri, cosi da ricordarli sempre presenti, ed
evitare il rischio che il tempo li faccia scolorire.
Una notte, di
qualche tempo fa, ricordo di aver fatto un sogno
stranissimo, dentro al quale mi ritrovavo a fissare
una mia immagine recente, che mi ritraeva
fotografato in bella posa. La mia faccia attuale, la
mia espressione solita, il mio sorriso di sempre.
La scrutavo con
grande tristezza e non riuscivo a capire cosa
potesse determinare in me un simile scoramento.
Poi, d'incanto,
come se obbligato ad alzare il capo, ho lanciato il
mio sguardo serioso nella direzione di uno specchio
e mi sono rivisto riflesso con un volto anziano, che
mi ha procurato brividi, per quella improvvisa ed
inaspettata visione.
Quanto più confrontassi foto ed
immagine riflessa, che sapevo bene appartenere
entrambi a me, tanto più sentivo incalzare da
lontano una voce sottile che mi raggiungeva,
ripetendomi sempre la stessa frase: "guarda
come eri un tempo. Tutto passa, cambia e si
trasforma... nel tempo che verrà".
Praticamente un
vero e proprio incubo che mi ha costretto a
svegliarmi di soprassalto.
Mi sono fermato a
riflettere, nel buio della notte, su quanto avesse
inventato la mia mente in quel sogno strano, e
l'inquietudine mi ha assalito prepotentemente, da
costringermi ad alzarmi ed andare in cucina per
distrarre la mente da quella ossessione.
Un invasamento violento, che non
credo fosse stato procurato dalla paura di diventare
vecchi (sarebbe
gia un miracolo avere la certezza di arrivare ad una
età anziana... coi tempi che corrono)
quanto, invece, il razionalizzare quanto possa
essere mortificante per un uomo, rivedersi in
vecchie foto e rielaborare frammenti che sono
appartenuti alla propria età migliore.
NOI OGGI... cosi
forti e determinati. Padroni di una precisa volontà
che non ci permette di arrendersi MAI davanti a
nulla. Oggi è cosi, ma.. domani?
Un domani lontano,
come reagiremmo agli appesantimenti del fiato, le
lentezze dei movimenti e la smemoratezza
della mente, che farà fatica a ricordare come
eravamo NOI?
Sapremmo vincere
l'arresa di un peso insopportabile, rappresentato
dalla convinzione di essere un fastidio per chi ci
assiste, o ci indirizzerebbe ancor più velocemente
verso il canale del buio eterno?
Non lo so. Confesso che mi
inquieta non poco pensare all'evento. Non mi va di
chiedermi cosa possa accadere di me domani e, tanto
meno, voglio perdermi nei fondali di esasperate
introspezioni, che non portano da nessuna parte.
Creerebbero solo altri patemi... (ne
abbiamo già a sufficienza che... bastano!)
Non è paura della
morte: è un passaggio obbligato, da affrontare prima
o poi.
Non è paura di
diventare vecchi: continuo a credere che sarebbe già
una grande fortuna resistere al mondo il più a lungo
possibile.
Forse è solo
preoccupazione di non riuscire ad essere cosi abili
da vincere i tormenti, procurati dalla visione di
antiche memorie, durante le quali eravamo NOI...
conquistatori del nostro mondo e del nostro tempo
migliore.
Chissà se un domani
lontano mi ricorderò ancora di quando ero Gianco, di
quanto mi piaceva l'idea del poter scrivere ed
essere letto con affetto. Ricordarmi tutti quanti
i brividi, procurati da ogni singolo pensiero
felice, che germoglia in me a sapermi protetto e
difeso da una stima che resta intatta nel tempo tra
di noi.
Chissà se ricorderò
di quanto amore e passione metto in ogni mio
scritto... ogni mio sorriso... ogni mio singolo
respiro!
Comunque sia, devo
chiudere l'editoriale e dovrei farlo, come sempre,
con la solita morale da ergere a discussione o
riflessione per tutti noi.
Sarebbe troppo
comodo e facile rapportarsi alle sofferenze
silenziose vissute dagli anziani, che ci vivono
attorno indolenti e costretti a sopportare quella
inutile attesa, che gli deraglia cuore e speranza,
ma... non è questo il senso del mio editoriale.
"La
vita dovrebbe essere affrontata sempre come se
fossimo davanti ad una macchina da presa... pronta
ad immortalare l'attimo che stiamo vivendo,
sapendo offrire il nostro profilo migliore. Un
sorriso spontaneo che... deve essere proposto
colorito e caloroso, cosi da sapersi meno soli, ed
avere la certezza di riuscire ad essere ricordati
in modo piacevole nel tempo che verrà, da chi ti è
di fronte e scatta foto da archiviare nella mente e
nel proprio cuore!"
Cari amici miei buona
settimana a voi e fate attenzione... vi stanno
scattando una foto proprio adesso:
sorridete...
CLICK!