Appena superati i
traumi del desolamento, generati dalla mancanza di
quella "abitudine importante", si cerca di radicare
nella mente la convinzione che sia stata la scelta
migliore da affrontare: "meglio
soffrire adesso... per un po' di tempo, che in
futuro ma... per sempre"
Ma quando invece,
pur avendo dovuto porre la parola "FINE" ad un amore
importante, non si riescono a determinare "i
difetti"... come ci si vive quella forma di
impotenza rabbiosa?
Come si può provare
a giustificare quello azzardo, nell'essere stati
tanto superficiali a costringere ad epilogare al
peggio le sorti di quell’amore importante, che era
tutto per noi fino a poco prima, reprimendo
l'emozionante brivido che scatena nell'anima?
Credo non sia
facile per nessuno dover combattere l'arroganza di
un cuore che, per dispetto a noi e di quanto dolore
gli abbiamo regalato, sottraendogli quello amore
instabile ma indispensabile, continua a volergli
bene, impone alla mente di seguitare a desiderarlo e
pensarlo intensamente, affossandoci ancor di più
nella desolazione del nostro stesso incupimento.
Non è semplice
provare a distrarre la mente e rimanere insensibili
alle grida disperate di una odiosa ribellione, che
si sente chiaramente provenire dalle fredde e buie
stanze del cuore, dove abbiamo imprigionato le
memorie di un vecchio amore che resterà... PER
SEMPRE... contro ogni nostra volontà!
Che astruso
artifizio è questo
AMARE, vero?
Ci illudiamo di
conoscerci perfettamente, nel nostro intimo più
segreto, e saper controllare gli istinti.
Siamo convinti che,
sapendo sopportare un po' di sofferenza, dinanzi ad
un distacco inevitabile, dopo non ci risulterà
difficile scacciare via anche i fantasmi dei
patimenti perenni, ma... non è MAI COSI.
Basta un niente, un
piccolo rimembro e tutto si distorce e si rabbuia
dentro di noi. Prepotente torna ad affiorare quella
inspiegabile tristezza, prodotta dallo sconforto nel
sentirci e saperci soli, abbandonati e troppo
lontani da... quel volto ancora troppo amato e di
cui siamo ancora troppo innamorati.
E' molto meglio
imbattersi e fronteggiare amori litigiosi o
deludenti, sopraffatti dalla rabbia o le
desolazioni, piuttosto che dover obbligare il cuore
a tacere... per evitare il perdurare di afflizioni
pesanti, quali possono essere i lunghi silenzi, le
inspiegabili assenze o le incolmabili distanze, che
producono insormontabili paure e fitte spasimanti di
indecisione, che non riescono a farci immaginare un
futuro da vivere insieme a quello amore da dover
"sopprimere"... per il nostro bene!
Ma sono convinto
che, a volte, sarebbe molto meglio non pensare
troppo al domani, sforzandoci di vivere l'attimo che
ci riguarda, con maggiore intensità e leggerezza
coscienti che, se intinto nel barile dell'amore,
rende tutto il tuo vissuto più equilibrato e
leggiadro, anche se ci troviamo al centro esatto di
una crisi o di un litigio che non deve, per forza di
cose, significare l’ADDIO inevitabile e
giustificabile.
Senza amore si vive
male e l’assedio che permettiamo alla malinconia non
giustifica minimamente quel nostro essere stati
tanto risoluti a tagliare i ponti con
quell’affaticamento dell’anima, se poi senza
restiamo in bilico sospeso, come un acrobata su un
filo, senza fiato a… maledirci quelle parole
d’addio.
Concludo questo mio
editoriale rapportandomi ad una notizia
sconvolgente, che mi ha un po' destabilizzato.
Oramai viviamo
giorni nei quali si scardinano facilmente i miti più
assoluti. Con troppa facilità ci sgretolano immagini
e imprese di leggendari eroi, che hanno arricchito
la fantasia e l'entusiasmo della nostra migliore
adolescente gioventù.
Così accade che un
bel giorno la suadente presentatrice del
telegiornale, nello spazio riservato alla cronaca
rosa, ci intristisca il volto comunicandoci che il
solido matrimonio tra Barbie e il suo inseparabile
Ken è… arrivato alla fine, perchè divenuto
insopportabile da accettare, per via di quella
perpetua indecisione ed insensibile staticità,
dimostrata dal prode cavaliere, senza cavallo e né
cuore.
Tutti quanti noi
partecipiamo commossi allo sconforto di casa MATTEL
e ci chiediamo se i nostri figli sapranno mai
comprendere quale dramma a devastato la nostra
fantasia, l’aver appreso questa notizia terribile.
Ma poi mi domando…
i venditori di giocattoli riusciranno mai ad essere
tanto cinici e rispettosi da saper riporre su due
scaffali diversi i due inseparabili compagni di una
infanzia intera? E i bambini di ogni età, sapranno
resistere alla tentazione di non avvicinarli per
farli tornare insieme di nuovo?
Chissà...