Ma la
potenza dell’amore
può portare fino a dove?
Zarathustra, in uno
dei suoi infiniti monologhi al vento, asseriva che:
“noi amiamo la vita non perché siamo abituati a
LEI, ma perché siamo abituati all’amore.
In ogni amore
c’è sempre un po’ di follia, cosi come in quella
stessa follia c’è sempre traccia di indispensabile
ragione.”
Ma allora l’amore è
consapevole follia? No! Non può essere cosi, secondo
me.
Non può ridursi
tutto ad una sregolata imprudenza.
Non è illusione che
svanirà nel tempo.
Non è un fuoco di
paglia che presto diventerà... soltanto fumo. NO!
Credo, invece, che
sia una forza di natura indomabile, che spinge i
sensi oltre ogni limite immaginabile. L’amore
possiede in se una grande potenza: un’autorità
sconosciuta che rende fragile e forte allo stesso
tempo, che ti sorprende e meraviglia a vederti
compiere gesti impensabili, se rapportati ad altre
situazioni di vita vissuta.
Ma qual è la reale
potenza che è racchiusa nell’amore? Fin dove ci si
può arrivare?
Cosa possiamo
pretendere di raggiungere se spinti, esclusivamente,
dalle vitalità di un innamoramento incessante e
sempre più avvincente?
Per quanto letto e
visto fino ad oggi, credo che non ci siano margini
ai quali potersi limitare. Ho visto innamorati
immergere mente e cuore in continue sfide, tutte
finalizzate alla rincorsa di sottili, ma
indispensabili “attimi di vita innamorata” da
regalarsi, restandosene stretti l’uno accorato
all’altra, in un unico respiro… in un unico
battito... in una unica emozione impagabile!
Storie d’amori
immensi fatte di rinuncia, scoramenti, attese e
sacrifici.
Amori immolati
anche al dolore e le tristezze infinite, che restano
dentro di te e si lasciano inumidire da pianti
inspiegabili, per tutte le volte che ci si ritrova
immersi negli sconforti per colpa di inesauribili
solitudini dell’anima, con il futuro annebbiato
dalle spesse brume dei silenzi forzati o i distacchi
inevitabili.
Si resta in attesa
degli eventi, avvinghiati fra le strette morse di
tagliole appuntite, disseminate ovunque dentro te,
dalle incomprensioni e le difficoltà a riuscire a
spiegare, all’altra parte del tuo cielo, quanto ci
si viva male… in assenza sua.
Ma la potenza
dell’amore è anche saper superare gli attimi di
avvilimento, infondendosi lo spirito di nuovi
entusiasmi, pronti a darti nuova carica energica,
per riuscire ad arginare e rafforzare le sponde del
tuo cuore, con overdose di pazienza e sopportazione.
Ed è proprio in
quegli istanti di estremo adattamento che si
dimostra, nella sua immensità, la vera prepotenza
dell’amore: si misura con il tuo mondo, in modo
aspro e cinico e ti porta a fare delle precise
scelte...
Quando senti un
dolore perenne nel cuore, ed hai voglia di
scacciarlo via, perché non ti sembra giusto
ritrovarti a soffrire la sua mancanza in modo cosi
esasperato, si manifesta la sua essenza… e ti
consente di capire se, e quanto, è importante per te
continuare ad alimentare l’anima di quell’amore del
quale, pur volendo, non riusciamo proprio a
liberarci e farne a meno.
La potenza
dell’amore è racchiusa, soprattutto, nei lunghi e
laboriosi silenzi; nei segreti mutismi che
racchiudono il chiasso del cuore; negli sguardi
persi nel vuoto ad aspettare che qualcosa accada di
meraviglioso e sappia confermarci che… senza quel
sentimento necessario la vita si inaridisce e si
spegne di luci e sussulti.
Allora, forse, è
vero quanto sostiene Zarathustra sulla probabilità
che noi siamo abituati all’amore, ancora più che
alla vita, proprio perché siamo il frutto di quello
stesso sentimento fatto diventare VITA… grazie allo
scambio voluto e preteso di emozioni, pelle, sogni
e desideri dell’anima.
La potenza
dell’amore è in grado di sconvolgere esistenze,
scuotere montagne, funestare tormente nell’anima e
sa manifestarsi in mille modi.
La ritrovi ovunque,
impressa sui volti speranzosi di gente comune che ci
abbelliscono la vita con la loro presenza, e ci
insegnano che amare è un dovere dell’anima.