Ho letto di questo
articolo sul quotidiano della città in cui vivo e
non sono riuscito a trattenere la soddisfazione e
l’ammirazione sincera di fronte a tanta umanità.
Vi spiego meglio il
tutto riportandovi la “testa” dell’articolo, che
recita così:
“è un bel
maschietto, per il quale sono già state avviate le
pratiche dell’affidamento, il primo bambino nato a
Verona grazie all’intervento dell’Associazione
“Operazione Vivere”, che nei mesi scorsi ha creato
una linea verde per i parti in anonimato. La giovane
mamma, una ragazzina di 16 anni, che non se la
sentiva di tenere il bambino con sé, ha potuto dare
alla luce il piccolo nei giorni scorsi nel reparto
di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale di Borgo
Trento a Verona.”
Che meraviglia
amici miei… questi sì che sono gesti di vita per i
quali vale la pena lottare, pur di raggiungere una
sorprendente IMMENSITA’, che solo l’unione di cuori
buoni riesce a intendere!
In tempi in cui non
si ha più chiara l’idea di cosa sia giusto e
cos’altro sbagliato; tempi in cui non ci meraviglia
più sapere della madre frustrata che ammazza il
figlioletto, che non riesce a star zitto una sera..
od il barbarico crimine che continua ad essere
commesso contro piccoli angeli, con l’unica colpa di
essere nati da amori imprudenti, che devono essere
respinti.. ammazzati… allontanati… venduti o, peggio
ancora, depositati accanto al cassonetto
dell’immondizia!
L’articolo continua
raccontando l’esperienza diretta di una ragazza che
ha saputo di questa iniziativa e del numero verde da
contattare, a cui ha spiegato la sua situazione
familiare e l’impossibilità a destinare un futuro
certo al nascituro che, in caso diverso, avrebbe
rischiato la morte o l’abbandono ignobile!
La linea “salvabebè”
è corsa in suo aiuto. Con la forza e la tenacia di
medici ed operatori sociali l’hanno convinta a
ricoverarsi e mettere al mondo il bambino che
portava in grembo, al quale oggi… verrà assegnata
una NUOVA STORIA da potersi vivere addosso!
La “nascita” di
questa sorprendente iniziativa la si deve ad una
madre veronese, decisa a proporre delle soluzioni
concrete, utilizzando le opportunità offerte dalla
legislazione italiana davanti ai numerosi, crudeli
e vigliacchi casi di abbandono di neonati e di
continui infanticidi, che erano stati registrati in
aumento nella provincia scaligera ultimamente.
Io so bene cosa
voglia dire sapersi un “prediletto” a cui è stata
offerta la possibilità di vivere, vincendo un aborto
ed un finale inglorioso.
L’obiettivo del
progetto “salvabebé” è duplice in quanto si vuole
garantire alla madre il parto in una struttura
ospedaliera, in modo totalmente gratuito, sicuro e
in totale anonimato, ed avviare il nascituro
all’adozione e alla possibilità di una crescita
sana, rispettosa e nel pieno diritto di sentirsi
protetto e difeso dalla società... e non un rifiuto!
Non voglio
aggiungere altro… la notizia merita di essere
assorbita integralmente dentro di noi, senza rumori
o inutili parole.
Qui non si tratta
di magnificare nessuna persona o ingigantire alcuna
semplicità: io voglio soltanto far comprendere a
quanti hanno dimenticato, o non vogliono considerare
che dietro ad ogni aborto c’è un assassinio crudele
che si commette e che basta veramente poco per
sentirsi sollevati e immuni da una condanna a vita!
Una possibilità
onesta ed umana di sapersi sempre nel giusto… perché
quel figlio naturale, a cui hai permesso di
continuare a sperare regalandogli la vita, anche se
sentirà un giorno il peso di un abbandono
inspiegabile… non potrà esimersi dal portarti
rispetto a vita per avergli permesso di RINASCERE!
Alla associazione “OPERAZIONE
SALVABEBE’” va il mio ringraziamento più vero e
sincero.
Madri così non
possono restare NON NOMINABILI, nel cuore di chi
crede che amare la vita… è l’unico dovere che ci è
obbligato rispettare!