Ancora una volta vi
parlo di donne… e che donne!
Donne che sfidano
il terrore e le minacce. Donne che si lasciano
coprire il volto da un velo ma… NON IL CUORE!
Donne che hanno ali
al posto delle braccia. Donne che vogliono cambiare
la propria vita e per sempre!
Un’immagine bella
da associare a queste eroine dei giorni nostri è
l’indice sporcato di inchiostro blu, per registrare
la loro determinazione a cambiare le sorti del
proprio paese.
Vi sto parlando dei
fiumi di veli che tutti quanti noi abbiamo potuto
ammirare in tivù, in fila davanti alle urne in Iraq.
Da Baghdad a Najar,
dall’estrema Mosul alla profonda Bassora, tutte in
fila con i figli tenuti per la mano o in braccio, a
sfidare bombe e prepotenze di soprusi, dovuti
sopportare per interni decenni, se non addirittura
secoli.
Non so se saranno
mai loro, le donne islamiche, le portatrici di pace
nelle terre dell’Islam violento. Chissà se
riusciranno mai ad essere più compatte di qualsiasi
guerriglia estremista. Chissà se sapranno scoprire
gli occhi anche dinanzi al domani, senza nessuna
paura di essere lapidate o violentate e poi uccise
in piazza datai a tutti, come esempio repressivo da
stampare negli occhi di paura di chi è costretto ad
assistere e... memorizzare!
Vi confido di
essermi commosso a guardare l’indice blu rivolto
verso il cielo, proprio come si fa per un trofeo
appena conquistato, La loro libertà… vale questo
tributo!
Il gesto è
doppiamente eroico perché, se da una parte hanno
risposto alle minacce, lo spavento, l’aggressione e
l’offesa con la sfida, dall’altra parte invece c’è
da considerare la determinazione forte a voler
essere testimoni e protagoniste di questa svolta
epocale per il loro mondo, malato di pace.
(anche se questa
parola inizia ad essere usata con troppo abuso.
Sembra che non si possa ottenere altro dai mondi
arabi. Importa poco della libertà di pensiero, del
genocidio religioso o i saccheggi di guerra.
Interessa soltanto la pace nel mondo occidentale. Ma
la pace inseguita dalla donna palestinese e la
stessa che vorrebbe anche l’israeliana… bisogna solo
capire come ottenerla senza altri domini o
repressioni armate.)
Non c’è da
meravigliarsi se un giorno (speriamo vicino) nei
paesi arabi non siamo proprio le donne a portare
nuova pace.
Già sta accadendo
in Turchia, in Afganistan, nel Marocco, e sarebbe
sorprendente se la libertà avesse il volto delle
donne in prima linea, che alle bombe oppongono
sorrisi e sguardi di speranza… da non nascondere
dietro a nessun burka!
Il mondo cambia, si
evolve e si conforma alle trasformazioni, ed anche
nei territori del terrore si sta attraversando una
fase di profondo mutamento. Dalle battaglie sociali
e religiose stiamo passando a quelle politiche
democratiche… che vuol dire LIBERTA’ di azione e di
pensiero. Ed è bello che in prima linea ci sia
sempre LEI: la vera essenza di cui il mondo non
potrà MAI fare a meno… LA DONNA!
Siamo tutti grati
ad un volto di donna… perché ci ha donato la vita!
Ed è impossibile rimanere in silenzio dinanzi a
simili rivalse; simili dimostrazioni di coraggio;
simili messaggi di cambiamento!
In quei luoghi, per
noi cosi lontani e sconosciuti, che ci vengono
raccontati mentre restiamo comodamente a casa a
mangiare, c’è ancora chi muore per lapidazione, che
viene condannato a morte per adulterio, e chi si
vede strappare figli buoni per la guerra senza poter
opporre resistenze, perché lì è così che va!!!
In quei posti dove
l’abuso sessuale e la schiavitù sono ancora i
diritti dei maschi… qualcosa sta cambiando!
Quello a cui
abbiamo assistito il 30 gennaio del 2000 è un evento
epocale di assoluto riguardo. Un avvenimento storico
che sarà studiato dai figli dei nostri figli… e noi
potremmo dire a quei nipoti che… li abbiamo visti
anche noi quegli indici al cielo.
Adesso toccherà ai
275 deputati risollevare le sorti di un paese
rimasto all’età dei saccheggi e delle colonizzazioni
barbariche. Tutto è da ricostruire, ma si proverà a
farlo in modo democratico e nel segno rosa della
determinazione femminile.
La speranza è forte
che proprio da quei volti femminili nascosti al
mondo per decenni si possa sperare in qualcosa di
nuovo… di più giusto… di più umano!
Ed io mi sento
orgoglioso ad appartenere a questa età di grandi
mutamenti dove, ancora una volta, la caparbietà
delle donne vince su qualsiasi violenza!
E’ bello sapere che
siete ancora e sempre voi, mie infallibili eroine,
l’esempio più spettacolare che il mondo deve fare
suo per sperare che le tutto può cambiare.