Dati alla mano qui
si parla di veri eserciti di crudeli abbandoni
intollerabili: 150 mila, fra cani e gatti, lasciati
per strada, per non intaccare equilibri familiari e
il doversi limitare le vacanze con insopportabili
restrizioni forzate laddove vige la legge del… “
noi restiamo fuori”.
Documentandomi un
po’ sembrerebbe che le cause principali di questa
“strage” sia imputabile alla mancanza nel nostro bel
paese di spazi autorizzati e di una maggiormente
permissività.
“L’animale” anche
se domestico, è vissuto ancora come un problema
fastidioso. Non ci sono alberghi, aree di spiagge,
negozi e ristoranti che consentano il “parcheggio
temporaneo” di questi animi silenziosi ed
affettuosi, con l’unico torto di “essere
indesiderati OVUNQUE”.
A questo si
aggiunga l’abitudine errata dei genitori di
regalare, con troppa facilità e leggerezza, cuccioli
di animali ai propri figli, senza considerare le
cure di cui abbisognano ed il dramma dell’estate da
fronteggiare.
E infine, ci uniamo
l’irrisoria rigidità delle amministrazioni pubbliche
che non applicano le giuste ammende e pene contro il
randagismo e l’abbandono e… il gioco è fatto.
Ci meraviglia il
crudele dato emerso, perché crediamo sia impossibile
che esista gente al mondo, con cuori di pietra, che
possa permettere di abbandonare un fido compagno
silenzioso, tanto tenero ed affettuoso come un cane
od un gatto, ma poi ce li troviamo sui cigli dei
marciapiedi od incolpevoli protagonisti di stragi
automobilistiche quando, nel loro desolante
vagabondare incontro alla morte, si imbattono contro
noi e la nostra auto piena di sorrisi, canti e
felicità per andare incontro all’estate senza pesi
dietro.
Ma il peso rimane
sull’anima.
Per i cani ed i
gatti l’estate è un vero e proprio incubo.
Con l’arrivo delle
vacanze si ripropone il fenomeno dell’abbandono
incosciente di questi amici a 4 zampe, che da teneri
destinatari di carezze e coccole diventano, tutto
d’un tratto, PESI e FASTIDI!
Il 90% di loro
morirà in incidenti stradali, di fame, di sete o
sarà vittima dei combattimenti clandestini. Per
l’altro “fortunato” 10%, invece, si apriranno le
gabbie di angusti canili, che sembrano LAGER a cui
manca solo l’inceneritore (ammesso che non ci sia)
Quelle gabbie, per
molti di loro “non si apriranno più” se non alla
morte, che giungerà per maltrattamenti, incuria e,
soprattutto, nostalgia e mancanza di affetto!
La commissione di
giustizia della camera ha legiferato, in tal senso,
delle discipline molto ferree in materia di
abbandono, ma non è questa la soluzione. Non basta
la paura di essere “sorpresi” ad abbandonare animali
e correre il rischio di una reclusione da 3 mesi ad
1 anno od ammende da 2.500 a 10.000 euro per evitare
di continuare a farlo di nascosto, in posti desolati
e poco frequentati, assottigliando, ancor di più, la
percentuale di sopravvivenza di animali abituati a
cacciare solo “carezze” ed “affezioni”.
Leggevo che
l’abbandono é diventato un vero business anche per
la malavita organizzata, che si attrezza a creare
canili privati o pensioni permanenti, dentro le
quali proteggere e tutelare l’incolumità di poveri
cuccioli, abbandonati al loro destino infausto.
Per ognuno di quei
visi sconsolati e deragliati ricevono dai 2 ai 7
euro al mese di mantenimento, e potete immaginare
quanto di questa cifra venga realmente devoluta a
loro appannaggio.
Evito di parlare di
quanti altri, invece, saranno oggetto di caccia
notturna per esperimenti, vivisezioni o
combattimenti clandestini, per non dovermi
scoraggiare ancor di più e rischiare di non portare
a termine questo mio editoriale.
Da dove iniziare
per provare a correggere questa tendenza, ed
invertirla verso un maggior buonsenso? Forse
servirebbe una maggiore tolleranza. Investire
risorse economiche e mentali per creare spazi da
riserva per questi ospiti a 4 zampe.
Partendo dalle
spiagge, in cui si possa prevedere un’area destinata
a loro, a cui far seguire un canile privato negli
alberghi o nei villaggi turistici, e via dicendo.
Forse le campagne
di sensibilizzazione dovrebbero essere impostate in
modo diverso e coinvolgere chi un animale non ce
l’ha ancora, per fargli apprezzare la dolcezza che
regalano e la compagnia silenziosa che riservano,
per provare ad adottarli anche per brevi periodi
(basterebbe l’estate) o rifletterci su, con maggiore
riguardo e coscienza, prima di entrare in un negozio
di animali e scegliersi il cucciolo da regalare al
nipotino, al figlio, a se stessi per un inverno
solo.
Forse bisognerebbe
immaginarsi ABBANDONATI da tutti quelli che credi
siano gli affetti fondamentali della tua vita, per
capire com’è doloroso morire di SOLITUDINE!