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Questa settimana si vive all'insegna
di un movimento pacifista che vuole, in
maniera chiassosa ed imponente, difendere un proprio
diritto ad essere definiti "normali" in un
mondo sempre più "diverso".
Parlo del "gaypride"; questa necessità
di mostrare il proprio orgoglio, senza nessuna
preclusione.
Non
abbiamo mai trattato l'argomento della "diversità",
anche perché non credo esista, soprattutto ai giorni
nostri, in una società sempre più modellata e
proiettata verso l'emancipazione e la
globalizzazione di qualsiasi interesse comune. Sono
finiti (fortunatamente) i tempi che si restava
indignati dinanzi alle effusioni eccessive,
mostrate da due uomini che si lasciassero
sorprendere a baciarsi appassionatamente o
l'intrigante situazione, fomentata di fantasia
perversa, nel sapere di due amiche che racchiudevano
l'una nello sguardo dell'altra tutta la propria
sessualità desiderosa.
Questo senso di rivalsa e di bisogno a VOLERSI
dimostrare, nasce dalla decisa risolutezza a doversi
liberare di una schiavitù repressa e segregata, nel
fondo dei propri cuori, per troppo tempo. Ma,
fortunatamente, fin anche la politica e la chiesa si
stanno adeguando, e conformando i propri
idealismi, a questo naturale bisogno di APPARIRE.
Non è da condannare un modo di manifestarsi diverso,
se dentro al cuore... si ama con la stessa identica
intensità; proprio come la nostra.
Ho
visto in tivù delle immagini che mi hanno colpito
per la risoluta determinazione con la quale si sono
compattati, in un movimento pacifista, nel
volersi mostrare, lasciando che venisse rivalutata
la parte più indifesa della propria esistenza e
provare ad apparire sempre più spregiudicati e forti
di qualsiasi violento pregiudizio, che non li può
sconfiggere e condannare a dover apparire...
uguali a noi!
Sono loro che hanno vinto!
Sono loro i più forti, perché non si vergognano a
mostrarsi.
Sono loro che non hanno bisogno di nascondere il
fondo della propria anima.
Sono loro... che dovremmo imitare per provare, ogni
tanto, ad uscire dagli schemi usuali, prendere di
petto i nostri desideri, e... DIMOSTRARLI in
pubblico, senza vergogna!
Credetemi, sono più forti di noi; di noi che
crediamo di essere sempre nel giusto. Noi che non
pecchiamo... e non siamo la vergogna di una
famiglia, il disprezzo di un padre, o l'ilarità di
una compagnia di amici che sa solo respingere e
discriminare.
Ci
vogliono far credere che "il problema" sia tutto
da ricercare nella diversa interpretazione che viene
dato all'amore... NO! Non è vero. Amano allo stesso
nostro identico modo e, forse, anche di più...
perché sanno di dover sconfiggere le privazioni e la
condanna del non potersi mostrare in pubblico! Sono
obbligati a imprigionare nel buio di una stanza quel
bisogno di amare, solo perché non gli è permesso da
noi... giudici della vita.
Da
noi... l'esercito degli UGUALI! Ma uguali a chi?
Non
esistono al mondo due persone identiche, e già in
questa teoria si concretizza la differenza
sostanziale che ci distingue e rende l'uno diverso
dagli altri. Ma chissà il perché, soprattutto se
siamo in gruppo, troviamo piacere ad additare,
pettegolare, svilire e ridicolizzare, con un
incedere irriguardoso chi cerca di difendere il
proprio diritto ad apparire quello che si vuole
essere, dentro e fuori!
Commettiamo un grave errore: altre sono le umane
vergogne da tenere nascoste e taciute. Altre sono le
barbarie che si commettono in punta di piede e che
dovrebbero essere condannate. Altri sono i volti da
nascondere od evitare perché.. diversi da noi.
Mi
rendo conto, cari amici miei, che siamo proprio noi,
uomini del mondo, a creare le
diversità!
E' la nostra limitatezza di vedute che ci obbliga a
respingere tutto quanto sia "diverso" da come la
pensiamo noi. Siamo noi, gli artefici criminali, che
obblighiamo a ghettizzare la libertà di amare
liberamente.
Lo
schieramento compatto di questi giorni non vuole
dire "attenzione:
noi esistiamo e siamo in tanti", ma
solo... "noi
ci siamo e vi chiediamo solo di rispettate la nostra
voglia di vivere... un po' diversa dalla vostra"
Non
abituiamoci alla falsa ideologia di credere
che questa società abbia bisogno di tanti mondi
diversi in cui vivere, ma proviamo a vivere, in modo
DIVERSO, un unico GRANDE MONDO... il nostro!
Rispetto quella tua dolcezza
mi
intenerisce quella tua tristezza
mi
appassiona quella disarmante simpatia
mi
affascina quel modo di non arrendersi
e...
dimostrare che al mondo
l'handicap non è di chi lo vive
ma di chi lo... subisce!
Un applauso sincero, nel quale è
racchiusa tutta la nostra stima, per il vostro
gran cuore che ama senza "ARRENDERSI MAI" ai
pregiudizi "DIVERSI" dai vostri.
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