Oggi voglio parlare
delle MANI: forse il più geniale tra gli strumenti a
nostra disposizione.
Grazie alle mani ci
viene offerta la possibilità del primo fatidico
contatto di pelle con il quale ci si può trasmettere
tutto il senso di una aspettativa.
Soprattutto nelle
donne, il contatto delle mani assume un valore
notevolissimo e in alcune addirittura di natura
assoluta!
So di tante amiche
che ancora prima di soffermarsi sugli aspetti
anatomici ed esteriori di un bell’uomo, si
concentrano sulle mani: grosse, esili, curate,
stanche di fatica, geniali o galanti nelle movenze.
Proprio da lì parte l’affascinante immaginario, che
intriga e poi affascina, e a volte fa desitere.
Ma cosa possiamo,
realmente, trasmettere in una stretta di mano? Quale
arcano codice può essere trasferito in un contatto
di palmi? Cosa può determinare la saldezza di un
brevissimo legame?
Sembrerebbe che,
cosi come lo sguardo parla e racconta molto più del
suo stesso silenzio, anche le mani sono portatrici
di possibili sinergici coinvolgimenti.
Di quelle mani mi
piace parlarne quando diventano strumento di
sensibilità per il cuore; tatto d’amore dell’anima,
travolgimento passionale della mente.
Mani dolci a
lambire volti amati e tanto desiderati, più di ogni
altra cosa. Tocchi sfuggenti, appena accennati, come
sibilo del vento su pelle distesa al sole.
Mani indagatrici e
scrupolose che trasmettono sensazioni inebrianti,
sussulti unici, patemi indissolubili ed impagabili,
per quanto benessere riescono a sopportare e
trasferire.
Ma le mani possono
diventare anche un’arma! Strumento di persecuzione,
attacco, odio e violenza.
Mani spinte
dall’ira a provocare dolori; a far del male e
mortificare l’esistenza di chi ha un’unica colpa...
trovarsi preda di quegli artigli tanto
rissosi ed efferati!
Mani protese in
avanti per chiedere aiuto e carità.
Mani congiunte e
poste sopra alla testa, prigioniere di una guerra.
Mani alzate al
cielo, in perfetta linea coi fianchi, per dimostrare
un’arresa, senza alcuna ribellione all’ingiustizia e
la rabbia.
Avete visto quante
dimostrazioni diverse possono essere raccontate con
la sola spinta delle mani? Davvero tante… e sono
soltanto una minima parte di quelle realmente
disponibili!
La gesticolazione
dei nostri organi prensili può rendere ancora
più clamorosa l’efficacia di una dimostrazione.
Basta mostrare roboanti vortici delle braccia, a
pugni chiusi o palmi ben distesi, per rendere
eclatante una descrizione interiore, che si
trasforma da contrasto a coraggio, a difesa, o
prossimità di un abbraccio sincero.
Sono le mani lo
strumento più geniale del genere umano. Sono “loro”
che ci differenziano da tutte le altre specie
animali. Sono loro, “questi arti estremi” che ci
hanno permesso di evolverci e differenziarci dagli
altri animali anche se “loro” non le usano per
ammazzare per divertimento e non procurano dolore
solo per gioco, per noi o per vendetta!
Mi piace fermarmi a
considerare la forza delle mani solo sotto l’aspetto
amabile, quello che trasmette e procura brividi:
quello fatto di carezze e lievi accenni di passione.
Mani che servono a descriversi e raccontarsi, invece
che far del male ed opprimere.
Mani su un viso per
raccogliere tutta la grandezza di un viso che per te
è il mondo intero.
Mani che… se stanno
per fare del male, sarebbe meglio nasconderle in
tasca o legarle al cuore!