GIOCANDO GIOCANDO
testo e musica Gianfranco Iovino
|
|
Pregando, pregando tu comprometti la pazienza dei Santi Parlando, parlando ci si ritrova ad ascoltarsi da soli E amando, amando ti impoverisci il cuore in mezzo ai rimpianti E pur lottando e sperando t’arrendi quasi sempre ad ogni spavento
E pur volendo e chiedendo in questa vita non fai altro che dare E cercando e trovando ti rendi conto che sei sempre più assente E sognando e poetando rimane solo un uomo illuso e infelice E pur morendo o sparendo non la risolvi questa vita di affanni
E giocando, giocando viene la voglia di correre nel vento come quegli aquiloni che senza filo vanno liberi in cielo E giocando, giocando gli ridi in faccia a questo mondo da niente e nel sentirti leggero poi non ti pesa quell’angoscia che hai dentro Giocando e volando Imparando, sognando
Mia cara bambina nessuna fretta a dire addio ai tuoi balocchi tanto il mondo ti aspetta tu non cercare di bruciare le tappe Vivi la tua innocenza che è una dolcezza pura e senza peccato Che qui a questo mondo di gente onesta non è che c’è n’è tanta
E giocando, giocando viene la voglia di correre nel vento come quegli aquiloni che senza filo vanno liberi in cielo La tua adolescenza è un dono immenso e si consuma con calma Tu ridigli in faccia a tutti quelli che ti vogliono grande Mentre giochi tu impari a stare al mondo e a capirne i misteri È sarà più bello se mentre cresci giochi ancora col mondo
Gioca bambina Insegnaci amore Gioca col mondo che è solamente una palla rotonda
Gioca bambina Gioca col vento Gioca con gli anni E giocando, giocando diventerai GRANDE
|
|
BREVE PREFAZIONE:
GRANDI a tutti i costi? Perché tutta questa fretta la vita? Cosa è che ci spinge a credere che solo se diventi grande puoi difenderti al mondo? Qual è il motivo per il quale si chiede ad una bambina di lasciare in fretta le bambole e i balocchi per entrare nel mondo dei grandi? Che peccato si fa a crescere con calma?
E' bello sentirsi bambini dentro, ricordarsi di quei tempi felici e spensierati nei quali non c'erano grandi aspettative da seguire, ma neppure l'obbligo di rincorrere i sogni o fare a pugni coi guai. Un tempo ricordato con nostalgia, perché ci bastava un gelato a farci felici. E così ci ritroviamo nostalgici, col naso all'in sù, a lasciarsi rapire i sensi da quell'acquilone che spezza il filo della sua prigionia e vola libero nel cielo, senza una meta, nulla da rincorrere, ma neppure da cui scappare. Bello guardarlo salire verso il cielo e ricordarsi di quanto era bello sapersi liberi a... non dover essere per forza GRANDI.
|