Q U I
testo e musica Gianfranco Iovino
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Qui fermo nel niente, tra luci e le ombre, resto così Non mi lamento non mi è permesso, non c’è ragione sto bene qui
Fuori dal mondo e i suoi rumori, sono al sicuro io qui Nessuno mai può farmi del male se resto chiuso io qui
Io resto qui dove puoi fare sempre ciò che vuoi urlare, cantare, oppure non parlare più tanto dentro qui nessuno ti ascolta non c’è mai tempo per te
Qui dove nessuno mi ha mai cercato, dimenticato qui Resto così da solo parlo di tutto e niente con chi non c’è
Poi ad occhi chiusi, fermo in silenzio, vedo qualcosa nel buio forse è un ricordo, un vecchio amore “chi è pazzo ama di più”
ed io resto qui dove puoi fare sempre ciò che vuoi urlare, cantare, oppure non parlare più tanto dentro qui nessuno ti ascolta Non c’è mai tempo per te
Ma dentro di me tra folli pensieri e gesti di pazzia internata e umiliata pure la mia fantasia urlo, prego, piango, ma… nessuno sente mai il folle e il malato che fanno a pugni con me
Qui dove il silenzio è la voce del niente vivo i miei giorni così Io dentro qui prigioniero del tempo aspetto la morte che mi libererà
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BREVE PREFAZIONE:
La “pazzia”; quella che non si racconta, perché non è possibile analizzarla con studi, ricerche e analisi scientifiche, in quanto è radicata dentro la mente di chi soffre e non permette a nessuno di scovarla e scavarle fondi di verità. La Pazzia che non ha un segnale od uno squilibrio, ma… solo silenzio da consumare. Silenzio dentro al quale due occhi smarriti fissano una parete bianca, e si crede sia una mente distratta dal niente, annebbiata dall’incapacità a riflettere e messa lì, in attesa di chissà quale miracoloso miglioramento. La Pazzia raccontata nel brano QUI è quella di un uomo (ma sarebbe bello immaginare che fosse una donna a cantarla, così da riuscire ad interpretare anche al femminile un “male sociale” troppo spesso nascosto ed esiliato in camere immacolate, ma… senza via di fuga.) La Pazzia di un uomo che si chiede, in un istante di lucidità cosa stia aspettando in quella sosta vietata, e cosa la scienza si aspetta da lui e dalla sua mente, che non vuole progressi o miglioramenti, ma solo una via di salvezza… una liberazione che, ad occhi spenti e sguardo perso oltre il cielo di una finestra, si aspetta arrivi presto con la morte.
Si dice che: solo i pazzi sanno amare veramente. Ed anche chiedere di morire, per sapersi liberato da quella prigionia mortificante, è un po’ amarsi alla follia!
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