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ERRORI RIPARABILI
Gianfranco Iovino
Pubblicato da Gianfranco Iovino in BLOG di Gianfranco Iovino · Venerdì 18 Lug 2025 · Tempo di lettura 2:15
Tags: BLOGDIGIANFRANCOIOVINO
Non puoi tornare indietro e cambiare l’inizio, ma puoi iniziare da dove sei… e cambiare il finale”; è una frase di Clive Staples Lewis, lo scrittore, teologo e apologeta britannico, che ha coniato un dogma da cui tutti dovremmo trarne beneficio, esempio e motivazione per metterlo in pratica ed accorgerci che, se è vero che quanto è stato fatto in passato non può essere cancellato, ma solo rimediato o rielaborato, è indiscutibilmente corretto anche immaginare di poter modificare le conseguenze di quell’errore, cercando di cambiare punti di vista, posizione o reazione e risultare, alla fine, consapevoli e soddisfatti di noi stessi per aver dato un finale imprevedibile e diverso a qualcosa che avevamo già chiuso a chiave nel cassetto dei brutti ricordi.
Mi riferisco soprattutto agli sbagli che hanno modificato equilibri, contatti e scelte di vita, che oggi riteniamo irrecuperabili e da archiviare in fretta come “errori del passato”, dai quali ci liberiamo evitando di rimuginarli, accrescendo spesso il malessere e il rimpianto a non essere stati attenti nel misurare le parole, moderare le accuse o alleggerire i rinfacci, trovandoci nella scomoda condizione di non poter (o voler) più sanare l’irreparabile, quando invece sarebbe bastato (forse) meno orgoglio per  accettarli e da loro imparare a non ripeterli. Solo così, molto probabilmente, comprenderemmo cos’è che si è inceppato in un dialogo o una frequentazione, permettendo alla coscienza di assumersi le proprie responsabilità, che siano legittime o ingiuste e figlie di reazioni inevitabili scaturite da tradimenti, imbrogli, interessi, conflitti… delusioni!
In psicologia, il tornare sui propri errori è chiamata RUMINAZIONE: tendenza a ripensare a fatti sgradevoli che avremmo voluto si svolgessero diversamente, che fanno correre il rischio di trasformarsi, se pesanti e ancora presenti tra le stanze della nostra memoria, ansia, infelicità e depressione.

Indubbiamente ci vuole coraggio, una bella dosa di umiltà e tanto lavoro su sé stessi per ammettere degli errori di valutazione o comportamento, sia esso fisico, verbale o di pensiero, ma riuscirci permetterebbe di riappropriarci di certe presenze che hanno in passato fatto un gran bene alla nostra esistenza, oltre che a mente e cuore.
Alla fine, credo che si possa davvero mettere in disparte orgoglio e dignità se in cambio ci viene concessa la possibilità di ricongiungerci a vecchie salutari presenze, che ci aiutano a non subire più certe assenze che altro non sono che… pesanti malinconiche tristezze!

Non giudico le persone dai loro errori, ma dalla loro voglia di rimediare” Bob Marley






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