Se la parola "SESSO" fa più paura della violenza
Pubblicato da Gianfranco Iovino in BLOG di Gianfranco Iovino · Sabato 20 Giu 2026 · 2 minuti
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Sarò chiaro: “Vietare l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole è un grave errore”.
Il mio disappunto nasce dalla recente legge del Senato che vieta di affrontare temi sessuali nelle scuole dell'Infanzia e Primarie, subordinandoli all'autorizzazione scritta dei genitori alle Medie e alle Superiori.
Molti si spaventano associando la parola "SESS0" ai bambini. Ma la realtà è un'altra.
A quell'età fare educazione non significa spiegare l'atto biologico in sé, ma formare la mente dei giovanissimi a un principio fondamentale di convivenza: “l'alfabeto emotivo del rispetto e dell’inviolabilità del corpo.”
Significa spiegare a un ragazzo che il suo corpo appartiene solo a lui, aiutandolo a riconoscere i confini e a difendersi dai malintenzionati, oltre che concentrarsi su una base educativa che limiti il più possibile il rischio che quel bambino diventi l’uomo violento di domani.
Molte forme di violenza affondano le radici in una cultura del possesso e della negazione all’autonomia. Se insegniamo ai nostri figli, fin da piccoli, a rispettare il corpo altrui e a riconoscerne l’inviolabilità, disinneschiamo la cultura del possesso sul nascere.
OMS e UNESCO lo ripetono da anni: un’educazione adeguata all'età è lo strumento più efficace per prevenire gli abusi sui minori, perché insegna a riconoscere i segnali di pericolo e a chiedere aiuto.
La scuola è una palestra di vita. Formare i cittadini di domani al principio che sessualità e affettività si fondano su rispetto e consenso è un dovere civile.
L'ignoranza non è mai una forma di protezione.
"È più facile costruire bambini forti che riparare uomini rotti." - Frederick Douglass

