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Tra 100 anni... NOI
Gianfranco Iovino
Pubblicato da Gianfranco Iovino in BLOG di Gianfranco Iovino · Martedì 11 Nov 2025 · Tempo di lettura 2:45
Tags: BLOGDIGIANFRANCOIOVINO
Tutti, mi sa, conoscono la canzone “Vorrei incontrarti tra cent’anni” di Ron, ispirata ai versi dei sonetti di Shakespeare, che meritatamente vinse il Sanremo del ’96. E ricordate l’inizio del canto?
Fa così: “Vorrei incontrarti tra cent’anni… Tu pensa il mondo tra cent’anni…
 
Ma voi, ci pensate come sarà il mondo tra cent’anni e cosa sarà di NOI?
Nel 2125 chi si ricorderà più di NOI?
A occhi e croce, posso considerare con certezza quasi assoluta che saremo tutti morti e sepolti, e con noi includo anche parenti, affini e amici.  
In più, molto probabilmente, di ciò che oggi possediamo rimarrà ben poco, a partire dalla casa nella quale abitiamo, occupata da altre persone (estranee, se non addirittura non ancora nate oggi), che si approprieranno di tutto ciò che custodiamo gelosamente adesso tutto intorno a noi.
A livello di discendenza e “questione posteri”, immagino che di noi sapranno molto poco. Una volta defunti, nel giro di qualche decennio si parlerà poco di noi, e per la maggior parte di NOI saremo solo una foto in un riquadro o un “raccontato per sentito dire”, e quanto più si andrà avanti con gli anni, tanto più finiremo per essere dimenticati da tutti.
 
Vi ho intristito? Mi dispiace, ma questa canzone stamattina è andata oltre al bello che contiene la dedica d’amore, proiettandomi verso un pensiero che, se tutti noi avessimo bene in evidenza, ci farebbe comportare SICURAMENTE in maniera diversa.
Purtroppo, viviamo tutta la nostra esistenza a combattere giorno dopo giorno per provare ad ottenere TUTTO, o quanto più possibile, saziandoci solo con l’AVERE, da difendere coi denti, perché conquisto meritamente, e legittimato dai tanti sacrifici ostentati, nonostante sappiamo bene che a fine del nostro viaggio di vita ci sarà sottratto ogni cosa, senza possibilità di appelli o difese, perché così impone la VITA!

Credo davvero che, se riflettessimo di più su “cosa sarà di noi tra cent’anni”, investiremmo molto più tempo e risorse a considerare che le cose che contano nella vita sono altre, molto diverse dai bene materiali e tangibili, riuscendo così a trasformare i rammarichi e i rimorsi per un bacio non dato, un abbraccio non corrisposto o una telefonata sempre rimandata, in opportunità da sfruttare il prima possibile per rimediare e goderci, OGGI, una collezione smisurata di affetti sinceri, felicità ritrovate, ricordi indelebili e tanto amor proprio, che fa un gran bene a mente e cuore.
 
Chissà se, considerando di più che “OLTRE il NOI” resterà poco tempo per ricordarci negli anni che verranno, potremmo orientarci più convintamente verso uno stile di vita differente, fatto di maggiore rispetto per l’altrui persona, seminando tutto intorno a noi gesti e spinte d’amore genuini e naturali, con i quali sostituire cattiverie e avide brutalità, figlie dell’avarizia e il potere economico e materiale, lasciando negli altri un ricordo di noi felice, se non in eterno, almeno… il più a lungo possibile!









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