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rispetto e dolore verso "il chi fu"

Gianfranco Iovino
Pubblicato da Gianfranco Iovino in blog personale di Gianfranco Iovino · 5 Settembre 2020
Fanno arrabbiare, lo so, le immagini in tv che mostrano l'irrefrenabile bisogno (in special modo dei giovani) di stare insieme e ad ogni costo, per brindare alla vita, recuperare un tempo perso chiusi in casa, e dirsi con forza che... "il peggio (si spera) è passato", sapendo bene che non è così... se continua inesorabile la marcia invisibile di un potente virus, che miete vittime senza sosta, obbligandoci alle dovute distanze e i sorrisi da mostrare con gli occhi, e non più dalle labbra coperte da mascherine.
Io capisco il bisogno dei giovani al volersi ritrovare insieme, tornando a frequentare luoghi e ambienti nei quali un tempo l'assembramento di massa non era un pericolo; desiderosi di recuperare spazi a loro congeniali. Ed è giusto che provino ad impossessarsi delle quotidianità di un tempo, per credere ancora nel futuro, anche se... più moderazione farebbe solo che bene!
Sono stato adolescente anche io, in tempi nei quali spesso hanno minato le frontiere del futuro, con eventi superiori alla nostra
volontà di poter controllare e gestire (Chernobyl, Terremoto dell'Irpinia, l'attacco alle Torri Gemelle, solo per elencarne qualcuno) e si
è sempre reagito, dopo un primo smarrimento, con determinazione a non voler cedere alla paura, l'ansia e lo sgomento di un presente senza futuro.
E, quasi sempre, è partita dai giovani la rivalsa e la marcia alla riappropriazione degli spazi e le misure necessarie al vivere normale, senza paura di abbracciarsi, scambiarsi sorrisi o unirsi in coro.
Ma, c'è un MA che inquieta adesso... non ricordo un evento tanto spietato e clamoroso come questo del COVID-19, che ha interessato milioni e milioni di persone in tutto il mondo, a cui non abbiamo ancora posto un rimedio, se non quello di aspettare un miracoloso vaccino, e sperare che il caldo rallenti la sua forza e ne muti la sua forza in autunno e d'inverno, e... soprattutto: che tutti facciamo la propria parte, da responsabili verso gli altri e noi stessi, nel seguire le regole, i giusti consigli e limitare i danni, invece che mostrare chiari segnali di strafottenza, attraverso azioni e gesti esposti all'alto rischio di unzione da dropltets.
Se dovessi chiudere l'editoriale considerando un rimedio meno stringente dall'essere obbligati ad educare alle restrizioni dittatoriali: come il chiudere i locali ad alto rischio assembramento o vietare la vendita dell'alcol... posso solo insistere nel credere alla buona coscienza dei nostri figli, che sono i caposaldo del domani, e di un futuro che li aspetta e li riguarda... e non può essere condizionato o limitato dalle distanze sociali, i disinfettanti e le mascherine.
Io spero davvero che questo "attaccarli e reprimerli", non determini solo rabbia o li spinga a sfidare oltremodo le nostre inopportune, (ail oro occhi) preoccupazioni, ma li facciano riflettere sul bisogno di moderarsi di più, per non rischiare di tornare inGABBIAti dentro quattro mura.
Chiudo, e mi rivolgo a quanti si sentono ingiustamente criticati, e fanno parte di quelle fotografie che mostrano assembramenti e calche irresponsabili: ci vuole più rispetto verso chi ha paura... chi teme per la propria esistenza... e per quanti hanno già pagato con la morte un prezzo alto e ingiusto... per colpa di un maledetto virus che non abbiamo ancora sconfitto, e non chiede altro di potersi diffondere da uomo a uomo... da vita a morte!

Fa paura questa incertezza verso il domani, ma non possiamo cedere alla paura di estinguerci perché apparteniamo al GENERE UMANO, quello che più di ogni altra specie si è adattata ed evoluta sulla terra, e sono certo che ce la faremo anche questa volta a sopravvivere, grazie all'eroismo dei medici, al talento dei ricercatori e l'amore di chi presta assistenza, ma... che non vengano MAI dimenticati o ritenuti un prezzo necessario da pagare tutte quelle morti che hanno un volto, un nome... e ci appartengono perché sono i nostri genitori, gli amici, gli zii e i nonni a cui è stato imprigionato il fiato da un maledetto VIRUS da debellare anche in loro onore e rispetto!





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