pensieri sottovoce di Gianfranco Iovino - Gianfranco Iovino

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EROI DA NON DIMENTICARE

Gianfranco Iovino
Da un po’ non condivido miei “pensieri sottovoce”, e oggi provo a farlo partendo da un CESTINO, accanto al
quale c’è questa scritta: “chi ha, metta. Chi non ha, prenda”, che avrete sicuramente notato immortalata
negli scatti fotografici tra i vicoli di Napoli, a doveroso richiamo di una filosofia di vita che insegnano fin
da bambino: “nella vita troverai sempre qualcuno che sta peggio di te!
La frase in grassetto è presa in prestito dal pensiero di un grande medico dei poveri, dal nome di
Giuseppe Moscati, che curava gratuitamente tutti, ai primi anni del 900 nel suo studio napoletano, sempre pieno
di persone che si rivolgevano a lui, ai quali non chiedeva nulla, se non il rispetto del suo desiderio, riportato
di fianco ad un cestino per le offerte: Chi ha metta. Chi non ha prenda.
Non mi prolungo su questo eroe del popolo, diventato Santo nel 1987 per il suo encomiabile apostolato terreno, che vi consiglio di approfondire per comprendere di quale forza d’animo disponesse questo semplice uomo,
nato a Benevento nel 1880 e morto nel suo studio a Napoli, a soli 47 anni, che ancora oggi è meta di speranza cristiana, ma anche di ispirazione, come accaduto durante la prima fase della pandemia, quando la sua massima
si è spostata da un cestino ad un “panaro solidale”, permettendo alle famiglie più bisognose di poter disporre di un recipiente dal quale prendere ciò che é più bisognoso a vivere, lasciato da chi aiuta in maniera silenziosa.
Sembra naturale, eppure aiutare chi è in difficoltà è una delle imprese più complesse da svolgere e articolare, soprattutto quando davanti a te c’è chi difficilmente ammetterà di aver bisogno, o non riesce a vincere disagio e mortificazione ad accettare aiuti, quando la società moderna è più brava a condannare che comprendere.
Per non parlare, di quanti per superficialità o strafottenza fanno finta di non accorgersi di chi ha bisogno, a cui basterebbe mostrare due mani tese, piuttosto che delle spalle in lontananza!
Ma io non mi voglio concentrare sulla carità, o il bisogno che c’è ad aiutare il prossimo, soprattutto in questo maledetto momento buio; a me è servito partire da Giuseppe Moscati per richiamare l’attenzione su persone e mestieri che, fino a pochi mesi fa, inneggiavamo ad eroi, sottopagati e mal stimati, pronti però a non lesinare una sola oncia della loro energica solidità, per aiutare chi è legato alla vita da un filo di… fiato!
Parlo degli infermieri, gli operatori socio-sanitari, gli assistenti e l’esercito infinito di dottori, che vanno quotidianamente in trincea, armati del solo sapere medico, che diventa unica spinta trainante della loro missione, che non conosce strategia, priorità o epilogo finale… ma solo una consapevolezza a dover assolvere appieno al loro giuramento, nell’assicurare ad ogni paziente attenzioni d’amore!

Ed io chiudo questo pensieroBLOG rivolgendo un appello a chi mi leggerà, affinché possa unirsi al mio desiderio da destinare a tutti gli “eroi di corsia”, troppo velocemente dimenticati, sparsi in ogni parte del mondo che, nell’aiutare il prossimo, combattono quotidianamente per la vita… contro la morte!
chi può li RINGRAZI di persona, e chi non può… lo faccia da lontano, ma con il cuore

              
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