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NIENTE DA INVENTARE
Gianfranco Iovino
Pubblicato da Gianfranco Iovino in BLOG di Gianfranco Iovino · 20 Gennaio 2023
Tags: NIENTEDINUOVONIENTEDAINVENTARE
Mi chiedono di scrivere un nuovo pensieroBLOG, ma è davvero complicato riuscirci in questo periodo, dove siamo immersi nel centro esatto di un’instabilità assoluta che riguarda ogni campo… ogni settore… ogni posto del mondo… ogni singola casa!
Tra venti di guerra sempre più minacciosi, terremoti a scuotere zone già martoriate dalle violenze tra uomini della stessa razza e terra, il mare che continua ad affogare il domani di chi si imbarca su un guscio di noce e la soppressione violenta di ideali ribelli contro leggi di un regime dittatoriale… trovare pensieri felici è davvero complicatissimo.
E a scrivere questa amara considerazione è un uomo del secolo scorso dove, se è vero che ci fosse grande instabilità economica e paura del “2000 che sarà”, dall’altra parte la fame di inventare “nuove cose” ha segnato l’epoca, se solo vi elenco la nascita delle trasmissioni radio e quelle televisive, con annessi tutti gli altri elettrodomestici portati in ogni casa, o il telefono (dal filo, al cellulare, al satellitare), Internet (e qui c’è da sbizzarrirsi), i primi vaccini in farmacologia e lo sviluppo di terapie antitumorali (chemio e radio)… ma potrei andare avanti per ore, o soffermarmi anche su un solo specifico campo, come per esempio l’ascolto della musica (dato che siamo in zona Sanremo); pensate che si è partiti dai vinile a 78 giri, poi 33, poi 45 e subito dopo le audiocassette (stereo 8  e musicassette), e poi il digitale (CD) e subito dopo il DAT che han permesso le prime conversioni da WAV a FLAC a MP3 e via elencando…. E tutto questo nel tempo di poco più di 100 anni!!!

Tutta questa premessa per dire cosa? Che sembra si sia già inventato tutto o (molto più probabilmente) c’è minore  ingegnosità da mettere in campo per riuscire ad essere ancora sorprendenti creatori di nuovi benesseri personali, che vadano ad integrare o migliorare la funzionalità di quelli esistenti, di cui oggi è impossibile pensare di poterne fare a meno (vivreste senza TV, internet e il cellulare?).
Per cui, mi chiedo: dov’è l’errore? Dove ci stiamo sbagliando, se l’uomo continua ad andare nello spazio sconfinato invece di guardarsi intorno, fuori casa sua?
Forse questa fuga è figlia di una maledetta fobia che ci fa credere che sulla terra ci si sta troppo stretti o, (spero di no) siamo troppo impauriti da crisi climatiche, movimenti tettonici e atomiche impazzite che stermineranno il genere umano?

Come tutti sapete, la terra si è già rigenerata ben 5 volte, da quando quattro miliardi di anni fa si sono registrati i primi organismi viventi sulla terra, e voglio sperare di non dover aspettare che il male si auto-estirpi alla radice da solo, ma venga curato in tempo, confidando su più amore…. più rispetto verso la terra e chi ci abita sopra, abituandosi ad un maggiore e più diffuso bisogno di abbracci e strette di mano, anziché sbarrarci dietro porte chiuse, fili spinati e muri altissimi a dividerci e isolarci sempre più fino a ritrovarci… completamente SOLI!

Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi… è stato così tante volte già!
Ernest Hemingway
 







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