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PREDAZIONE SESSUALE
Gianfranco Iovino
L’argomento, e il fatto di cronaca grave in esso contenuto, è troppo importante per non parlarne, visto che è da un po’ che non scrivo pensieriBLOG per l’illusione di credere che sotto l’ombrellone ci porti solo stanchezza da lavoro, bisogno di rilassarsi e necessità di spegnere i telegiornali…
Purtroppo, però, non è così, e fa un gran male rendersi conto che le disgrazie non vanno mai in ferie, ed anche se teniamo spenta la TV e stiamo alla larga dai quotidiani, i numeri maledettamente crescono sempre più, soprattutto quelli riferiti ai morti annegati nell’insaziabile cimitero salato del mare, così come le morti per femminicidio, quelle per le sciagure inaspettate, le follie omicide, fino ad arrivare ai danni causati da questo clima che ci sconvolge sempre più coscienza ed esistenza.
E tra le tante notizie che mi hanno inquietato in questi ultimi giorni, quella per la quale  non riesco  a darmi pace è riferita alle violenze sessuali di branco; di quelle che accadono (spesso) senza premeditazione, (e tante altre, invece, studiate nei minimi dettagli), ed hanno per protagonisti minori, con i pensieri annebbiati da alcool, droga o perversioni da Social, che li portano a commettere bravate criminali  di cui si pentiranno per sempre… (si spera), quando avranno ben chiara l’idea di quale atrocità ci si è resi complici!
Ovviamente mi rifaccio ai fatti di Palermo, come anche di Caivano di questa estate per riflettere con voi su un dato che mi ha sconvolto: “
sono centinaia i gruppi Telegram, come anche TikTok, che si stanno coalizzando per andare alla ricerca di foto e video riferiti ai recenti stupri”.
ASSURDO!!!

Leggevo su un portaleWEB che “alla base di queste violenze di gruppo, c’è sempre lo scatenarsi di un comportamento filogeneticamente primitivo di dominio e predazione sessuale del maschio sulla femmina, dove sesso e aggressione sono strettamente connessi”, quasi a volerlo giustificare perché innato nell’uomo primitivo, e trasmesso nel tempo fino a noi, dimenticandosi che nel periodo che va dai cavernicoli ad oggi, l’essere umano si è evoluto, ha fatto conquiste e si è reso conto che la libertà e il rispetto altrui sono le prime regole da onorare sugli altri se le si vuole rispettate anche su se stessi, e qui non c’è distinzione di sesso, natura sociale o predominio sessuale alcuno, ma solo sana e fondamentale educazione di base,  che deve essere inculcata fin dai primi vagiti, a scuola come   in casa, facendo sì che gli adulti assumano un ruolo educativo preciso sui temi della sessualità, che invece viene spesso lasciata libera di essere interpretata e condivisa tra coetanei, favorendo quel processo insano, quanto criminale, di emulazione e appagamento nell’eccitarsi a commettere abusi, filmarli, diffonderli sui Social e sapere che saranno in tantissimi a guardare quelle violenze di massa, con sottofondo le urla strazianti di povere ragazzine, che si vedranno rovinata la vita per sempre!

Vi saluto con la pubblicazione di un’immagine-slogan che in questi giorni sta girando molto sui Social e merita  ampia diffusione in quanto  racchiude perfettamente il senso del dovere a cui deve sottostare un buon  genitore, nell’educare i  figli al sacrosanto e inalienabile rispetto dell’altrui persona
(specialmente quando non è nelle sue piene facoltà di intendere, volere e potersi opporre, senza rischiare violenza, soprusi… la morte).










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