RACCONTI - Gianfranco Iovino

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racconti & storie
La collina dei ciliegi
Per Marco la prova da sostenere quella mattina era carica di tensione emotiva: bisognava gestire con determinazione e fermezza la vendita della collina sul Montespina, lasciata in eredità dal padre. Su quella sommità, Marco, per più di dieci anni aveva trascorso l’estate, quella dell’infanzia spensierata, dove finita la scuola iniziavano i giochi a correre tra le siepi, nascondersi dietro gli alti fusti dei noci o fermarsi nella zona dei ciliegi, a raccogliere dai loro rami i gustosi frutti rossi, da mangiare ingordamente e con avidità, per poi ritrovarsi il giorno dopo con un terribile mal di pancia da smaltire.                                                                                                     ...continua a leggere
Non lo faccio mai più
Perché mamma non viene a tirarmi fuori da questo brutto posto? Cosa devo aspettare ancora?
Mica l’ho fatto apposta… non ho visto il buco e non è colpa mia se adesso nessuno mi sente, mentre grido e mi dispero in questo buio così uguale ad un corridoio dell’inferno.
Mamma, dove sei? Venitemi a prendere, sono quaggiù, prigioniero e ho solo tanta paura.
Ehi, voi… ma cosa state facendo? No! Non chiudete la porta… non lasciatemi qui… Qui da solo io ho paura!!!
Le urla disperate del piccolo Michelino sembrano sgretolarsi contro la roccia dura,                  ... continua a leggere
Tutti giù per terra
Ad Alessandro erano rimaste impresse come un marchio di fuoco sulla pelle le parole d’incoraggiamento urlate dall’uomo che, durante la notte, si era impadronito del suo sogno, proiettandogli un finale diverso da quanto il libro gli avesse fatto studiare. Era solo un sogno il suo, ma tanto reale da ricordarselo perfettamente al risveglio, oltre che riemergere continuamente durante le ore di scuola attraverso quell’insistente voce, che spuntava dal nulla e si ostinava a ripetere: “Ce la faremo, vedrete. Seguitemi e andrà tutto bene!”                                                                               ... continua a leggere
il mio nome è Cent
Il mio nome è Cent!… Avete capito bene, proprio quel Cent lì: la minuscola moneta di color rame, messa sempre in disparte, obbligata a star sola perché inopportuna per ogni occasione e acquisto…
Mi hanno fatto così: piccolo e sgradevole ma, credetemi, anche io ho un’anima.
Ora vi racconto la mia di storia. Quella di un centesimo, piccolo e insignificante, sperso per il mondo,che ha già fatto tanti voli, e che si è sentito “prezioso” più di qualche volta. Una pioggia di gocce dorate scivolò giù dalla finestra al decimo piano del palazzo in Via Salvi, per andarsi a sparpagliare sul marciapiede                   ... continua a leggere
viaggio di acqua e sale
Io sono Arisha, una ragazza come tante altre al mondo; instancabile sognatrice, che va incontro ai suoi comuni desideri, che ha deciso di affrontare questo lungo viaggio su un confine sterminato di acqua e sale, che mi separa dalla felicità e divide inferno e paradiso: il bene dal male.
Non sono da sola. Con me ci sono altri quaranta viaggiatori, insaccati come sardine in un guscio di noce, obbligati a restare seduti, incollati tra noi per reggere meglio l’urto della prua sulle onde, che schiaccia la pelle di questo oceano scuro, nero come il carbone.                                                                              ... continua a leggere
DIECI contro 1
Antonio e suo nipote Gianluca avevano iniziato la loro giornata dedicandosi un abbraccio pieno di felicità, sprigionato con tantissimo vigore dal bambino, alla vista del nonno che era andato a prenderlo a casa in quel giorno di festa. Non capitava spesso, ultimamente di vederli insieme, con Gianluca sempre più impegnato con le tante attività extra scolastiche, proprie di un bambino di 11 anni, e il nonno che trovava sempre meno affascinante uscire di casa per consumare qualche ora tra la gente del suo quartiere o al bar con gli amici a giocarsi a carte un bicchier di vino.
Ma quella domenica era un giorno importante per entrambi; nonno e nipote avevano deciso          ... continua a leggere
Senza scarpe
Capita spesso che davanti a questo cielo, a guardarmelo da quaggiù, mi senta davvero piccolo, quasi insignificante, al punto da non credere che un Dio, messo chissà dove e in quale irraggiungibile posizione, possa preoccuparsi di me, confuso in mezzo a tutta questa gente, che mi evita con disprezzo e insofferenza, perché sono un buono a nulla, un senza tetto… un senza scarpe!
Spesso mi domando cosa vedono realmente di me, gli occhi distratti di chi mi passa accanto, sfiorandomi appena e illudendosi di comprendere cosa significa resistere al niente della notte, che non fa dormire        ... continua a leggere
Non ci torno mai più
«No, papà. Ho deciso. A scuola non ci torno mai più.» decretò spossato e con voce rotta dal pianto.
«Ma perché, santo Dio?» reagì indignato il padre di Angelo, lanciando al soffitto quell’imprecazione che si schiantò sul solaio come fosse pioggia di lapilli addosso le case.
Ma il figlio rimase in silenzio, inasprendo ancor di più l’ira del genitore. «Ma che peccato ho fatto per meritarmi un figlio così?», inveì rabbioso l’ingegner Grezzi, mentre usciva dalla camera del figlio sbattendo la porta dietro di sé, lasciando nell’aria un rimbombo che si conficcò nel cuore di Angelo, rimasto sul letto la testa infossata nel cuscino   ... continua a leggere
Solo un po' di filo
Sento musica nell’aria, un po’ come fosse vento in lontananza che ti scuote sensi e pensieri, ma non si fa raggiungere e afferrare, lasciandoti triste e insoddisfatto, perché non puoi spingerti lontano dalla desolazione che ti circonda, mentre sei qui… sopra un marciapiede, come un rottame inutile da evitare.
“Bambino, per favore, puoi raccogliermi da terra?”
“Signore, dico a lei, ha visto dove sono?”
“E lei, cara signora, può sentirmi da lassù? Le chiedo solo un po’ di filo per riprendere il mio volo  ... continua a leggere
Un atto d'amore
Cos’è quella luce laggiù in fondo?
Dovrei spingermi tanto in avanti, perché? Osare un simile azzardo per cosa? Per chi dovrei lasciare questo posto segreto e arrivare lì… a quel portone, serrato da sempre e dal quale non si torna più indietro?
No, meglio di no! Preferisco restare qui, al sicuro da tutto, anche se sento dietro di me una forza misteriosa che mi obbliga a partire: come una mano invisibile, che mi spinge a provare il primo volo; il primo viaggio… la mia prima volta!
Ma ho paura. Non sono un temerario e nessuno mi ha ancora insegnato ad affrontare              ... contnua a leggere
Compagni di pace
Maledetta sveglia, che suona sempre d’improvviso senza che nessuno ti avvisi per tempo del suo imminente urlo spaventoso. Sono cinque anni che alle quattro del mattino il suono metallico della radiosveglia mi scuote i sensi, addormentati tra le lame di sogni irreali, per farmi tornare alla vita e prepararmi per tempo a dare un nuovo buon giorno alla luce che si sveglierà molto più tardi di me, per rischiarare gli anfratti di questa terra, condannata ad essere calpestata da chi porta la pace imbracciando un fucile.
A quest’ora il mio angioletto chissà cosa sogna; se mi pensa e si chiede dov’è il suo papà,         ... continua a leggere
Racconta di un eroe
«Io l’ho conosciuto davvero un eroe, lo sai?» rivelò Alfredo a suo nipote Alessandro, seduto al suo fianco.
«Davvero, nonno? Dai raccontami, ti prego.» Ilo esortò entusiasta il bambino, durante quella lunga chiacchierata con suo nonno malato, a raccontargli dei suoi successi a scuola e di quel compito da fare a casa: “racconta di un eroe”.
Alfredo fissò suo nipote e quei suoi occhi lucidi di commozione, a sapere che suo nonno fosse stato amico di un eroe, e provò a farsi forza nel fiato e le parole, per lui impresa ardua più di ogni guerra e fame sopportata, oramai allo stremo delle forze fisiche, dopo l’obbligato soggiorno in quella stanza d’ospedale                 ... continua a leggere
©2020 GianfrancoIovino.it
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