pensieri sottovoce di Gianfranco Iovino - Gianfranco Iovino

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25 novembre: parla tu e spiegaci PERCHE'!

Gianfranco Iovino
Eccola qui, puntuale ogni anno farsi strada da sé, tra mille ostacoli e preoccupazioni, perché a tutto possiamo abituarci, ma non fare a meno della "giornata contro la violenza sulle donne".
E tutto questo perché? Per un sadico e dannoso malcostume popolare che, pur di apparire e ritagliarsi uno spazio di buona visibilità scende in piazza, o si mette davanti ad una telecamera ed inizia a germogliare parole su parole... che si sommano ad altre parole, che si accodano a tante altre mille parole, che non scuotono il senso di pentimento dei carnefici, ma umiliano solo quello delle vittime!
Quest'anno mi trovo un po' maldisposto a commemorare una giornata che, si sa, pur se onorevole nel suo intento, servirà a ben poco per debellare un male sociale che è antico quanto il mondo, ed ha bisogno di nuove regole, altri ordinamenti, maggiori interventi costruttivi e... meno parole, soprattutto quelle espresse dalle DONNE, che abbondano nei dibattiti, ma sono le sole vittime del PROBLEMA, mentre i  carnefici se ne stanno a riposo, tanto... questa giornata passerà e l'ira e il dominio alla sottomissione continuerà a dettare la sua legge... fatta di urla, minacce, botte, violenze e... morte!
Sapete che il 35% delle donne al mondo subiscono violenza di ogni genere? E volendo concentrare l'attenzione sul nostro Paese, i dati ISTAT del 2019 dichiarano  che le chiamate al numero antiviolenza 1522 sono aumentate nel primo periodo del lockdown del 30%.
Ma il dato che fa rabbrividire, sempre secondo l'ISTAT,  è che il 93,4% dei casi di violenza avviene tra le mura domestiche, dove non c'è dibattito, manifestazione pubblica, intervento televisivo o spettacolo musicale che possa fermare quella sporca e maledetta mano violenta, di un uomo che neppure sa cosa farsene  di un nuovo "25novembre" da celebrare.
Vorrei tanto che per una volta non fossero le donne a parlare di antiviolenza, ma si desse voce e volto a chi la violenza l'ha perpetrata per davvero, e non va nascosto o rinchiuso, ma obbligato a parlare, così da spiegare e farci capire cosa scatta nella mente di un uomo geloso o perverso, mentre muove la sua mano assassina su quella che dichiara di essere la sua donna... il suo amore... il suo dominio!
Sarà impossibile, lo so, ma se per una volta soltanto cambiassero le regole, smettendola di tutelare e nascondere chi si è macchiato di crimini da ORCO PEDOFILO, GELOSO ASSASSINO o SADICO MALATO...obbligandoli alla condanna di una GOGNA TELEVISIVA, che vergogna ed umilia perché dura un giorno intero, forse potrebbe sortire effetti migliori su tutti, oltre che tradursi in un "monito" o un ripensamento da parte di chi si vergognerebbe da morire a sapersi in prima pagina, o davanti ad una telecamera mentre viene additato come un "pezzo di merda" che si è creduto di essere un supereroe, forte, dominante, che ha ucciso una donna.. violentato un bambino... o sfigurato di botte il viso di sua moglie solo perché malato, pericoloso e da tenere rinchiuso da tutto e tutti!
Prevenire dovrebbe essere il motto di queste giornate commemorative, dove l'obbligo a rispondere ai nostri perché... da parte di chi si è macchiato di violenza e delitti, può servire a comprendere meglio, rimediare, proteggere e anticipare le difese con cui evitare un'altra morte... maledettamente uguale, ripetuta e reiterata a quella di ieri e, (purtroppo), di domani!

         
       
 
 
Tanto più la mano che ci colpisce ci è cara, tanto più sentiamo il colpo.
(Madeleine de Puisieux)
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