cone me su quella panchina

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cone me su quella panchina

Gianfranco Iovino
Pubblicato da Gianfranco Iovino in blog personale di Gianfranco Iovino · 5 Settembre 2020
Il mio primo "pensiero sottovoce" lo voglio far combaciare con un messaggio fotografico inviatomi poco fa da un caro amico, per provare a considerare un aspetto insolito, quanto fantasioso ed impossibile, ma intrigante e stimolante, se consideriamo il senso della domanda che è allegata all'immagine:  una PANCHINA VUOTA, ed una domanda a chi l'osserva: “con chi vorresti sederti a chiacchierare per
Credo che la mia risposta sia uguale ad un’infinità di altri intervistati, che avrà sincronizzato mente e cuore su chi non ci vive più accanto e vorremmo, con tutto noi stessi, poterlo vivere ancora per un’ora, così da raccontargli di noi e di quello che è accaduto durante la sua assenza.
E in questo gioco fantasioso, la prima persona che si è fatta strada in me è MAMMA, perché è a lei che mi piacerebbe raccontarle di come va la vita da quando non c’è più lei, e di come mi sono utili e preziosi i suoi consigli, le immagini, i frammenti, dettagli e i profumi che mi catapultano indietro, fino ai giorni nei quali c’era LEI a farmi compagnia…
LEI a trasformarsi nel porto in cui approdare per scampare ad ogni nuova imprevista tempesta e… LEI: braccia forti e sicure, nelle quali cercare un nascondiglio dal mondo!
Non so voi, ma se mi fosse possibile una simile meraviglia, mi piacerebbe potermi sedere accanto a LEI e poterle dire che, più di ogni altra cosa mi manca... il non poterle confidare che: MI MANCA il suo viso, la sua voce e quella possibilità di perdermi tra le sua braccia... per me il luogo più spettacolare che abbia mai visto in vita mia!

Bene; malinconie a parte, non posso che incitarvi a riservare sempre un piccolo spazio tra i vostri ricordi alle "cose belle della vita" che non tornano più, ma sono parte indivisibile ed indissolubile del nostro essere più sincero e spontaneo, ed hanno permesso di diventare QUELLO CHE SIAMO!
Auguro a tutti di incrociare spesso, durante i lunghi percorsi solitari della vita, strade insolite dove cercare una panchina vuota sulla quale sedersi, per lasciare parlare liberamente il cuore e, nel silenzio… ascoltarsi l'anima!


Una canzone bellissima di Marco Masini che dedico a quel bel ricordo che mi racconta di mia madre... quotidianamente!









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