pensieri sottovoce di Gianfranco Iovino - Gianfranco Iovino

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AMICA LUNA... perchè?

Gianfranco Iovino
Mi sono spesso chiesto, per tutte quelle volte che lo sguardo si è lasciato magnetizzare dalla luna, cosa spinge i pensieri a farsi stregare da quella palla luminosa, che calamita su di sé speranze, sogni d’amore, poesie e il desiderio di ricorrenti fughe da questa malandata terra, sempre più inospitale, abitata da troppa violenza e malattia, oltre che un diffuso disamore per tutto ciò che chiudiamo fuori dalla porta di casa ogni sera.
È difficile da spiegare cosa porta un uomo a puntare gli occhi al cielo e, quando non lo fa per pregare o imprecare, lasciarli sospesi su quella anemica sfera, dominatrice delle maree, le stagioni, le vite notturne e i nostri sensi più reconditi e nascosti.
Lei è lì da sempre: silenziosa ispirazione di poeti, letterati e conquistatori di ogni tempo tra versi, lettere ed incredibili viaggi, che resta imperturbabile ad ogni mutamento di epoca e stagione.
A me sapete cosa intriga? L’idea che un giorno si possa cambiare la visuale, invertendo rotte, ruoli e dinamiche, per ritrovarsi NOI seduti sulla luna, sotto al “chiarore della terra”…  per ammirarla da lontano, nella speranza che il meno affollamento la riporti indietro ai suoi fasti gloriosi, e al bel tempo antico in cui primeggiava la romanticheria tra gli uomini, il rispetto tra le razze e la riverenza verso la storia e le scoperte.

Sarà un sogno il mio, ma… sarebbe davvero intrigante, almeno per una notte, invertirla questa Galassia, e rimanere fermi, nel profondo spazio silenzioso, tra mille e più stelle, ad ammirare la terra, messa giù in lontananza, mentre continua il suo perpetuo girotondo su se stessa, con noi nostalgici a non saperci più parte di quell’equilibrio planetario, perché ci hanno scacciati, mandati via o siamo stati così incoscienti da preferirla alla meno caotica LUNA, molto più romantica e suadente, ma che è bella guardare da lontano, e ha ben poco altro da fare del rimanere sempre accesa: faro per i  naviganti e meta per i sogni e le speranze di noi umani, malati cronici di questa palla illuminata, ispiratrice di canzoni e nuovi amori, che si spera mai nessuno possa spegnerla , portarla via o decidere di tassarla… inventandosi un tributo da pagare per continuare a usufruire della sua poetica magia!


Folle è l’uomo che parla alla luna. Stolto chi non le presta ascolto

(William Shakespeare)
              
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